Ve l'abbiamo promesso:

nel Vostro nome, fino alla fine!

 

«E qualcuno sta dicendo: "Chissà come finirà?",

Ma la sfida è già lanciata e la vittoria arriverà!»

Abbiamo issato la nostra Bandiera e lo abbiamo fatto in onore e in memoria
di chi non l'ha mai voluta abbassare.
Abbiamo eletto questo paese come nostro baluardo di Fede perché lo viviamo, perché ci abitiamo, perché ci lavoriamo.

Azzate è casa nostra e non basteranno sterili manifestazioni contro Mussolini
e il lamento di mummie del ridestato e ridicolo antifascismo locale per impedirci di stringere tra le nostre mani questa terra che amiamo profondamente e profuma di libertà.
Non esistono leggi terrene che possano allontanarci da Lei.
Noi rimarremo e non solo, altri verranno da noi!
Altri come noi verranno e le radici della nostra stirpe diverranno ancora più profonde!

Azzate ha dato i natali ai figli della Rivoluzione come Edoardo Crespi, ha vissuto poi le tragedie della guerra
e ha assistito inerme l'orrore del sangue versato per le inutili vendette degli usurpatori che vendettoro l'onore per qualche dollaro americano.

Ignorare questo è una colpa incancellabile per chi, pensa, di professare la democrazia come lo stupido sindaco Giammario Bernasconi
ma sarebbe una colpa molto più grave dimenticare il sacrificio di cotanto fiore di gioventù!

Abbiamo issato la nostra bandiera per onorare la memoria dei nostri padri.
Loro e solo loro ci hanno indicato la via col sacrificio più estremo.
Loro, qui costretti a scavarsi la fossa con le mani, furono sepolti dal piombo della democrazia
rappresentata da uno stupido sindaco che cammina sopra i resti dei defunti e calpesta la dignità dei vivi.
È Azzate, è proprio Azzate infatti che non deve seguire il suo esempio e che non si può voltare dall'altra parte. È Azzate che deve ricordare e ricorderà i figli della Patria massacrati dalla mitraglia dei liberatori!

Abbiamo issato la nostra bandiera anche per ricordare ad un ottuso sindaco che proprio Azzate, non può titolare né accostare la piazza, che ha visto scorrere il sangue di innocenti,
a parole come Liberazione o Resistenza.
Perché Azzate rappresenta suo malgrado la barbarie partigiana che, assetata di inutile vendetta, ha distrutto famiglie, terminato esistenze, spento vite.

Azzate deve farsi carico di comprendere la differenza che passa tra la menzogna e la Storia!

Abbiamo issato la nostra bandiera nella speranza, un domani, di issare nuovamente la forca contro i nemici della pace, contro l'ingiustizia e la soperchia, nel nome della verità e della libertà!

Abbiamo issato la nostra bandiera di fronte a un sindaco che per bassi interessi privati ci provoca apertamente cercando lo scontro fisico che possa garantirgli una viscida sedia a qualche tavolo di Roma e un posto a noi alla mensa del carcere!

per i sei martiri di Azzate,
che dal profondo della fossa parlano ai vivi attraverso l'immortalità dell'esempio!

Abbiamo issato la nostra Bandiera perché la loro morte sia un grido di resurrezione! 

 

AZZATE TU SEI LA MIA PATRIA!

«Di là c’era il numero: qui minoranze sottili.

 

Di là una ragione egoistica di tranquillità economica, qui la sicurezza di una sofferenza.

 

Di là le voci conclamanti della vittoria di un principio in cui tutti i popoli credevano come nella verità.

 

Qui un Uomo solo, con un gruppo di giovani , di lavoratori, di ribelli che speravano e credevano...»

Un consiglio da amici al sindaco di Azzate

 

«E rideremo in faccia al prete del paese

al giornalista scemo, al sindaco borghese

e rideremo ancora di questa società

dei loro poliziotti e delle autorità!»

ROVETTA, 27 APRILE 2021

 

«A chi ha risollevato la mia terra,

a chi non ha abbandonato mai la guerra,

a chi ha innalzato la nostra bandiera...

e state attenti è giunto il calar della sera!»

 

 

 

« Non è facile parlare di Rovetta. Troppi sono i nomi delle vittime e i misteri che circondano questa tremenda strage.

 

È vero, non vi deve essere differenza tra l'uccisione di un singolo fascista da una carneficina.

Per noi, che aspiriamo alla Giustizia, una vita, ogni vita è una stella nel firmamento fascista che va ricordata con rispetto. Fa impressione, è vero, per i canoni morali della società, una lista così lunga di nomi con un'età che, in molti casi, non supera i 18 anni. Negli altri, non raggiunge le 23 primavere...ma attenzione, la rabbia e l'impotenza deve essere pari per chiunque sia morto per difendere l'Idea Fascista: fosse nel 1919 o a Guadalajara nel 1937.

 

Spazio e tempo non devono essere ostacoli alla Memoria.

 

 

Stiamo contribuendo con la nostra semplicissima presenza, vedo i vostri volti stanchi e schiacciati dalla stanchezza del lavoro cari fratelli, a ridare luce a quell'angolo di cielo dedicato agli Eroi che mai nessuno potrà sporcare con le sue spregevoli azioni qui sulla terra.

 

Non crediate di non poter cambiare il mondo. Il mondo che ci circonda si stravolge rendendo turbolento il proprio Spirito fiaccato dal capitalismo che ci rende i necrofori di noi stessi.

 

Non abbiamo forse presi come nostri i due verbi fondanti del Fascismo, COSTRUIRE E MARCIARE ?

 

Laddove la casa cade a pezzi e nulla puoi più fare, va distrutta e ricostruita e dove niente si trova fai sorgere il tuo progetto. E per difendere ciò che si ha costruito si deve marciare contro il nemico.

 

 

Stasera, come domenica, i vostri passi hanno ripercorso gli ultimi istanti di vita di uomini come noi. Anche loro, come noi, erano uomini formatisi dalle paure e dai sogni di tutti i giorni.

 

Come noi avevano famiglie. Bambini. Debiti. Tasche vuote. Voglia di fare l'amore...eppure, pur di seguire fino in fondo la parola di Benito Mussolini si sono immolati ed ora, ecco, proprio qui, adesso, prende forma il più grande premio che un mortale possa aspirare: l'immortalità!

 

Il sacrificio innalza l'essere umano allo status degli Dei. Non esiste altra via. Non vi sono scorciatoie. Bandita è la furbizia.

 

Cosa c'è di più di questo?

 

Per concludere , vi lascio con un monito, un avvertimento per tutti i nemici,di ieri e di oggi, del Fascismo:

 

Dal sangue degli eroi di ieri nasceranno i martiri del domani»

 

ALESSANDRO LIMIDO

Presidente

ROVETTA

27 APRILE 2021« Non è facile parlare di Rovetta. Troppi sono i nomi delle vittime e i misteri che circondano questa tremenda strage.

Alcune associazione di reduci ci hanno chiesto di non utilizzare questa data per ricordare i nostri morti perché secondo loro, non dovremmo sormontare le nostre commemorazioni con quelle della parte nemica ma noi, invece, siamo oggi qui, volutamente, per distruggere tale data.

Ricordiamo le foibe, chi è stato ammazzato negli anni ‘70 e, sui caduti della Repubblica Sociale Italiana, dovremmo forse temere o assoggettarci alle festività altrui?

Il 25 aprile è il simbolo, un simbolo da demolire. Dobbiamo partire da qui perché tutto, tutto quello di marcio che oggi ci circonda, nasce, germoglia il 25 aprile 1945.

Non dovete credere che non esista un legame, anche,  con la dittatura politica – sanitaria che strangola il nostro Popolo.

Tutto nasce da lì. È il mondo antifascista quello che noi abbiamo davanti.

In questa data mentre per loro è solo una festa, noi invece commemoriamo, commemoriamo rendendo immortale chi è caduto per donarci un futuro di pace e di libertà.

Non ci fermeremo finché non sarà definitivamente demolita, colpo su colpo, questa miserabile festa...»

 

Alessandro Limido, Presidente
Comunità Militante dei Dodici Raggi 
25 aprile 2021

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Associazione Culturale Do.Ra www.comunitamilitantedeidodiciraggi.org