31 MARZO 2019

 

L'Anpi ci attacca pubblicamente in un comizio per le celebrazioni del 23 Marzo, accusandoci di "non sapere nulla".
Di seguito la risposta del nostro Presidente pubblicata sulla Prealpina del 31.03.2019

Gentile Direttore,
Ho ascoltato l'intervento della Presidente Provinciale Anpi Ester De Tomasi di martedì pomeriggio, parzialmente rivolto alla mia Organizzazione, durante una manifestazione in piazza Monte Grappa.
Seppur nella sua brevità, il discorso risulta pieno di grossolane inesattezze storiche, omissioni più o meno volute e squallidi luoghi comuni sui partigiani festanti, condite dal sempreverde monopolio sulla sofferenza.
La signora dell'Anpi, per dar lustro alla più decadente delle associazioni italiane, quella che rappresenta, utilizza la polvere da sparo bagnata di una retorica che ormai non interessa più a nessuno. Non sono certo io a proferir sentenza, ma la piazza che non mente mai, e che nell'occasione del suo comizio ha raccolto la solita manciata di pensionati e un numero di giovani talmente esiguo da poter tranquillamente essere ignorato. Per vantare il diritto di un pubblico under 20, l'Anpi, deve "imprigionare" i giovani nelle aule delle scuole, quando pur di scampare ad un'interrogazione uno studente è disposto a tutto: persino ad ascoltare un "partigiano" nato negli anni cinquanta.
È retorica quando qualcuno fa delle domande agli assenti, per poi rispondersi da solo con la solita (in)offensiva contro morti e sconfitti.
"Cosa sappiamo noi della fame?"- ci chiede. "Dobbiamo ricordarci del servizio annonario"- dice. Bene. Comincio da qui la mia disamina sul suo artificioso comizio; mi permetto di saltare la parte sulla "fame", perché quello che ha fatto il Fascismo per l'economia, il lavoro e la disoccupazione del Paese, è noto al mondo e non ha eguali nella Storia, sono verità, per fortuna, che le menzogne non hanno cancellato e non ha certo l'argomento, bisogno della mia avvocatura.
Del servizio annonario, so per esempio, degli omicidi di chi ne gestiva le tessere in Valcuvia e dintorni, uomini soli e disarmati come Carlo Bollini a Brezzo di Bedero, o Cesare Bonfiglio a Brissago, ammazzati da bande di imboscati traditori e rapinatori, omicidi fatti passare (per coprirne gli abbietti moventi), come legittimi atti di guerriglia partigiana.
So della guerra voluta dai nostri nemici, che abbiamo combattuto con Ardore e grande Valore, nonostante le soverchianti forze numeriche opposte e il tradimento di quanti si scelsero male il futuro padrone.
So dei soldati caduti, onorati dalle famiglie per aver sacrificato l'esistenza sull'altare della Patria e celebrati da eroi come l'Azzatese Benito Cugini, le cui parole alla mamma in punto di morte, trafiggono il tempo e la meschinità di chi come gli amici della signora dell'Anpi, sputa sulla sua tomba.
So dei nostri parenti internati nei campi di concentramento Varesini, come Emilio Cattaneo e di quelli giustiziati a sangue freddo come Francesco Puricelli tra Casale Litta e Crosio della Valle.
Conosco i numeri di morti e dispersi sul Fronte Orientale, invito la signora dell'Anpi a ripassare la lezione sul sussidiario delle elementari, nemmeno lì troverà traccia dei "milioni di morti italiani in Russia".
So della faccia tosta di chi sa mentire anche ai propri sodali interlocutori.
So che ad "entrare festosa in Varese" fu la Brigata -Walter Marcobi-, GIÀ 121esima Garibaldi, non POI (ribattezzata tale solo in seguito alla morte del comandante Remo), avvenimento che non trovò peraltro resistenza alcuna, se non quella isolata della Compagnia di Renato Zambon della "Gervasini" alla scuola Felicita Morandi, ma nonostante questo per "festeggiare", i partigiani inondarono col Sangue di 240 loro concittadini le strade di tutta la provincia.
So che se la gustarono a lungo questa vittoria anglo-americana, fino a Gennaio, ammazzando anche donne e bambini come Maria Serati e Giuseppina Giacobbe o prelevando di tanto in tanto qualcuno dalle carceri per fargli esplodere la testa e buttarlo in un fosso o in riva al lago, come nella strage della Schiranna o in quelle commesse da Armando Mastromauro. "Festosi", certo, si intende.
Sempre festosi anche nell'uccidere chi poco prima gli era stato amico, tipo Giacinto Lazzarini col suo compagno Antonino Rosato nei festeggiamenti di Luino. Meglio far baldoria senza troppi testimoni di scomode verità. "Esultando festosamente" come dice la signora dell'Anpi, in "tripudio" certo, ma di violenze e vendette contro gente inerme e arresasi.
Una carneficina in piena regola per ribadire quotidianamente il copyright sulla Costituzione, della quale, alla luce di quanto detto, non saprei cosa farmene.
Sono stato prolisso e ripetitivo come al solito, quindi mi congedo ringraziando per lo spazio concessomi, nel concludere assicuro però alla signora dell'Anpi che Torino e Milano furono liberate quando a casa nostra era già tutto finito e non prima come asserisce lei.
Che chieda pure alle "mie" fonti la signora dell'Anpi, se vuole un riscontro prima di fare altre figurette, da De Bortoli a Macchione, da Giannantoni a Macchi a Tognola.

Qualcosa però a questo punto non torna: ma non erano i Fascisti quelli ignoranti?

 

 

Alessandro Limido
Presidente

Comunità Militante dei Dodici Raggi

COMUNICATO DEL 6 FEBBRAIO 2019

 

Ci risiamo.
Paolo "se questo è un giornalista" Berizzi è riuscito ad ottenere qualcosa che vuole fortemente.
Dopo il vendere (poco) il suo orribile non-libro, poterlo presentare davanti a misere platee in lungo e in largo per lo stivale come fosse un bestseller e godere di ampio spazio sulla sua testata giornalistica, ora ottiene l'upgrade della misura di "tutela dinamica" di cui beneficiava e, grazie al comitato per l’ordine e la sicurezza, raggiunge il grado di "Permanentemente scortato" con annessa gloria di poterlo esibire sui social network.
Il fatto è sì ridicolo perché, a cominciare dall'ordine dei giornalisti, tutti sanno che il rischio che corre costui di subire violenze è pari alle possibilità che ha Alvaro Vitali di rimorchiare Jennifer Lawrence, ma allo stesso tempo è anche grave nei confronti di chi crede come noi, nella Giustizia e nella Verità.
Innanzitutto vanno fatte doverose distinzioni riguardo ai rapporti intercorsi tra la mia organizzazione e me da un lato e la sua figura "professionale" dall'altro.
La maggioranza delle persone che lo leggono e lo supportano non hanno evidentemente la benché minima cognizione di causa sulle differenze che ci sono legalmente tra ingiuria, minaccia, diffamazione e libera espressione di pensiero. Sia chiaro che a noi di queste formalità legali e delle leggi che le regolamentano importa poco, importa un pochino di più se però vogliono essere usate a casaccio contro di noi.
Nei suoi scritti il personaggio Berizzi accomuna le presunte minacce ricevute da ignoti, condite di svastiche al contrario e calligrafia da terza elementare, alle nostre libere manifestazioni di pensiero nei suoi confronti, sempre e comunque rivendicate e motivate dalle sue meno di mediocri "inchieste".
Se si fa eccezione per lo striscione PAOLO BERIZZI CAMERATA, che rientra con ogni evidenza nella sfera della satira e del suo diritto ad essere esercitata, gli altri due (2) striscioni che gli abbiamo dedicato, potrebbero semmai essere inclusi, se proprio si volesse esagerare, nella diffamazione a causa dell'assenza del soggetto ai quali essi sono indirizzati. Qui però si arriva alla questione che mi preme discutere, dopodiché chiuderò questo siparietto in maniera definitiva cercando di sorvolare su future eventuali provocazioni, ignorandole.
La diffamazione, per considerarsi tale, deve essere lesiva dell'Onore di una persona e, dato che Paolo Berizzi non possiede tale requisito, a mio modo di vedere, non sussiste alcun reato. Tale affermazione potrebbe anche non essere vera, certo, ma trattandosi della mia opinione a riguardo e dato che in questa inutile disputa sono quello che è stato chiamato in causa, esercito la mia volontà di esprimerla.
Paolo Berizzi, inventando una serie di stupidaggini senza fondamento e di notizie senza alcun valore si è costruito il personaggio del giornalista d'inchiesta per scimmiottare in malo modo chi di questa professione ha fatto una missione, una causa e magari ci è morto pure e, cosa più grave, ha spinto nuovamente la pigra magistratura, che ormai si muove solo su mandato della stampa e della politica, ad indagare su una associazione, la nostra, che ha svolto ogni sua attività dandone pubblico resoconto. Il nostro sito ne è l'evidenza, solo della promozione sociale non facciamo pubblicità, il resto è tutto lì, a portata di click.
Le mie opinioni sul personaggio Berizzi sono maturate col tempo, leggendo gli articoli scritti su di me, sulla mia famiglia e sul mio Gruppo, non certo per aver destato in altre maniere il mio interesse, prima di reinventarsi inquisitore d’area infatti, di denunciare il pericolo fascista non gliene fregava un cazzo. Alcuni stralci dei sui lavori, vengono citati dalla magistratura persino nell'atto di accusa contro Do.Ra. ...
Ricordo il divertente passaggio che recitava "Nella sede di Caidate dove vivono 300 naziskin organizzati militarmente", oppure ricordo quel pezzo di pura fantasia dove, allegando nome e cognome, collocava per sentito dire e scambiandola con una giornalista, una nostra militante sul luogo di un "Raid Squadrista per punire un partigiano di 96 anni", estratto di un articolo che comparve sul sito di Repubblica nel giro di 5 ore dai presunti fatti, smentiti poi in pochi minuti, da riprese video e fotografie. E ancora un articolone su un episodio analogo, quando piazzava al mio fianco un militante di MAB che non c'era, durante la famosa manifestazione di Milano in ricordo di Sergio Ramelli. Quindi, sapendo che i giornalisti dovrebbero per deontologia professionale, fare TUTTO il possibile per accertare la verità prima di metterla per iscritto, mi chiedo quale possa essere l'Onore di chi invece riporta sui giornali il fazioso e il fantascientifico con l’unico desiderio di una misera mercede di 3000 like su Facebook? (Meno di quelli di una pasticceria di Gallarate e almeno la metà ottenuti da camerati che lo seguono per divertimento). Come si può creare danno a qualcosa che non esiste? Come si può ledere l'onore a chi non ce l’ha?
Delle minacce poi non voglio neanche parlarne perché la cosa fa già abbastanza ridere senza che io ci ironizzi sopra.
Aggiungo, per concludere e per coerenza solo un dettaglio visto che il personaggio in oggetto si è censurato da solo dopo averne parlato nella sua pagina Facebook: al funerale di Dede, quando era lì per sciacallare sul dolore di una famiglia e sulla tomba del nostro amico morto nei fatti di San Siro, mi sono avvicinato e gli ho detto di essere senza vergogna. Probabilmente data l'auto censura che si è applicato on-line, mi sbagliavo, commettevo un errore nella mia esternazione e lo devo ammettere: anche Paolo Berizzi si vergogna di se stesso! E su questo concordo con lui.

 

Alessandro Limido

Presidente
Comunità Militante dei Dodici Raggi

 

 

Domani si apre il processo che la Lega di Salvini ha intentato contro i nostri gemelli Orobici di MAB. Processo assurdo che li vede imputati per aver esposto uno striscione assolutamente veritiero riguardante il partito del Carroccio.


"PONTIDA COME TEL AVIV, LEGHISTA SIONISTA" recita lo striscione incriminato.


Non è forse vero però che la Lega e in particolare il suo segretario Matteo Salvini hanno, più e più volte, manifestato vicinanza politica e umana allo stato di Israele? A Pontida, vicino ai vessilli col Sole delle Alpi, non sventola spesso l'azzurra stella di David? Quindi la calunnia che motiva tale procedimento in cosa consisterebbe?

Vi giriamo una domanda, della cui risposta, siamo certi, sarete tutti a conoscenza: apostrofarci come Nazionalsocialisti sarebbe un affermazione denigratoria?

 

Ieri, oggi e per sempre al fianco di M.A.B.

17.10.2018

 

PERQUISIZIONI IN ATTO CONTRO I MILITANTI DI Do.Ra.

 

Oramai non si contano più.

-A tutti i Fratelli, gli Amici e gli Uomini in catene che combattono per la propria Bandiera-

 

La nostra solidarietà e il nostro supporto va a tutte le formazioni di Ribelli, che vicini o lontani, a modo loro combattono il Sistema.
Dagli Skinheads Bresciani, privati della loro Città, agli Arditi 2012 colpiti al cuore che batte per i colori biancorossi...
Le notte è più buia appena prima dell'Alba, stringiamo i denti Camerati: l'aspetteremo insieme!

COMUNICATO DEL 5 GIUGNO 2018

 

Dopo il Blitzkrieg mediatico che stabilisce un nuovo record di velocità nelle polemiche contro Do.Ra. (e di bassezza), la nostra Comunità invita chiunque alle iniziative in programma questo Sabato.
Cittadini e uomini liberi in primis, ma non solo: i Dodici Raggi invitano i propri detrattori, la stampa tutta a cominciare da La Repubblica e VareseNews, le associazioni e i gruppi antifascisti come l'Osservatorio, l'ANPI e l'ANED, a presentarsi fuori dal Tribunale prima e a Gazzada poi, chiedendo loro di risparmiare la fantasia e le previsioni del futuro. Potranno, per una volta, sentire dalla voce stessa dei Militanti le ragioni che li spingono a protestare, comprendendo forse il significato della loro battaglia politica, che è volta alla ricerca della Verità storica e della Giustizia sociale...quindi tutto tranne che antipartigiana e revisionista. Se saranno educati e rispettosi potranno rivolgere loro domande e creare un dibattito costruttivo al QUALE MAI LA COMUNITÀ SI È NEGATA e che anzi spesso brama.
-COMUNITÀ MILITANTE DEI DODICI RAGGI-


"Non ce ne andremo in silenzio nel buio di un tribunale; trascineremo chiunque ci ostacoli senza ragioni e con false accuse alle luce del sole, nelle piazze e davanti al Popolo, unico giudice della Libertà umana! 
Alessandro Limido, Presidente Do.Ra."

10.05.2018

 

Benvenuto piccolo Pietro Saverio,

 

nuovi militanti nascono! 

All'alba di oggi quinta "visita mattutina" in soli 9 mesi da parte delle forze dell'ordine a carico di aderenti alla nostra Comunità.

 

Ai militari della caserma di Varese e ai loro colleghi della caserma di Cuvio, della questura di Roma, della questura di Busto Arsizio, della questura di Varese, della questura di Pavia e della questura di Milano, si aggiungono quelli della questura di Bologna!

 

Caspita...... se non si credesse così tanto nella buona fede si potrebbe pensare ad un leggerissimo accanimento...

 

Le Direttive però restano le stesse:

COMBATTIMENTO FINO ALLA VITTORIA O ALLA COMPLETA CAPITOLAZIONE...TUTTO TRANNE CHE ARRENDERCI!

"IL MOSTRO CHE NON ESISTE"

 

14.12.2017

 

Il mio PC da lavoro.

 

Il mio telefono cellulare.

 

Un hard disk anch'esso del mio lavoro.

 

Un'ascia ornamentale soprammobile, priva di lama e non affilabile.

 

Un libro del Rexista Leon Degrelle, di libera vendita, riedito dal nostro gruppo.

 

Coppia di tomahawk da lancio sportivo assolutamente legali, ritrovati nella mia proprietà.

 

Un PC non funzionante, già sequestrato dalla procura di Bologna e già analizzato a fini processuali 10 anni fa. Da allora mai più utilizzato.

 

Due "coltelli con svastica" senza lama, riproduzioni in peltro e plastica delle daghe in uso alle SA e SS.

 

Un coltello da cucina trovato in cucina, sporco, preso in omaggio con la raccolta punti del supermercato.

 

Una riproduzione di una daga da parata Nazionalsocialista, già inoffensiva anche nella versione originale, comprata in centro città.

 

Una fascia da braccio in stoffa NazionalSocialista, questa purtroppo (perché non la rivedrò) autentica, da collezione e di libera vendita.

 

Una copia del "Mein Kampf" acquistabile ovunque, di una normale casa editrice Italiana, anch'esso di libera vendita.

 

Un mazzetto di tessere associative ancora da compilare.

 

Un coltellino di libera vendita trovato all'interno della mia proprietà.

 

Due "sculture" in metallo fatte a mano, rappresentanti antichi simboli religiosi noti come Rune.

 

Il palmare dell'associazione.

 

Una patch rosa da ragazza con scritto Do.Ra., restituitaci da una ex sodale, che abbassa lo straordinario numero delle nostre militanti da 3 a 2.

 


Questo l'enorme bottino che 15 agenti  dell'antiterrorismo hanno rinvenuto tra le mura della nostra associazione e di casa mia, che viene messo in bella mostra da compiaciuti alti ufficiali della questura.

 

 

Eccola, è tutta qui la mannaia del sistema che si abbatte puntuale sulla testa degli uomini liberi, nel più vigliacco dei modi: con la vendetta trasversale che tanto gli è cara. Lo stato ha deciso di aggredire i nostri spazi, le nostre conquiste, il nostro lavoro e i nostri affetti. Ha cercato di spezzare la nostra mente, sapendo bene che con i nostri corpi già aveva fallito in passato. Le modalità sono le solite, è inutile elencarle ancora, i servi della dittatura hanno di fatto chiuso la nostra associazione mettendo i sigilli alla Comunità Militante dei Dodici Raggi.  
Oggi i dipendenti di un potere sovranazionale, obbedendo al feroce ordine mondiale hanno nuovamente gettato una palata di merda negli occhi di quanti ancora credono che il problema del mondo sia un foglio di carta con sopra scarabocchiata una svastica.
Ed esultano perché in una frazione di un paesino di una piccola provincia, un locale di giovani onesti lavoratori è stato chiuso.
Certo, perché tra l’imposizione farmaceutica, la disoccupazione metabolizzata, lo stupro giustificato, la cine-malavita emulata, la politica delle cadreghe, le banche dagli utili più alti del Pil di mezzo mondo, la risorsa delle risorse che sono i disperati e i disertori, non ci si può lamentare, tutto sommato, se questo è ancora un paese dove andando a lavorare si accetta eventualmente di crepare e la pedofilia col rosario si cura col trasferimento, a patto però che si legga ogni tanto di qualche bastonata sulle nostre crape pelate. Inutile e ridicola bastonata come quella appena citata.
Un anno e mezzo di indagini per scoprire il modo in cui la pensiamo e le attività (prive di crimini) che svolgiamo...un vero colpo alla Perry Mason direi! Mi complimento per questo scempio di nostro denaro pubblico, applaudito dalla politica ed enfatizzato dalla stampa di regime. Sarebbe bastato un click di un secondo e mezzo sul nostro sito, ma evidentemente serviva altro.
Questo ingranaggio mortale infatti serve a creare un qualcosa che non esiste, ma del quale lo stato si nutre. Un po' come ne "il Cavaliere Oscuro" questa democrazia ha bisogno di un mostro da mettere in prima pagina per tranquillizzare le folle, qualcuno da fermare, da arrestare, da ridurre all'impotenza, qualcosa insomma che soddisfi il nostro maledetto bisogno di sicurezza.

Per i Cristiani sarà il pericolo islamico, per la destra i centri sociali, per i razzisti gli stupratori che sono solo negri, per la sinistra Berlusconi e per l'umanità in generale il fascismo....questo mette un po' d'accordo tutti o sbaglio?

Chi si lamenterà mai per la chiusura di una sede di teste rasate?

Anche se le accuse sono inesistenti: l'importante è fare la prima pagina. Incassare complimenti per l'ottimo lavoro di Polizia, stringere mani, fare carriere, portare a casa risultati per i quali non si vanterebbe nessuno, processare per compiacere la politica, scrivere articoli con la fantasia e col copia incolla e infine liquidare tutta la pratica andando a letto con la consapevolezza di essere si dei clown da circo, ma anche profondamente ingiusti e senza un minimo rimorso. I giornali in fondo vendono notizie, non fanno informazione, quindi secondo la logica sopra esposta alla gente va bene così, e chi cazzo la comprerebbe più la Repubblica o la Provincia se in prima pagina si parlasse di critica alle nanotecnologie?

 

 

Scendiamo però nello specifico dell'accusa, il Procuratore Capo Fontana ha fatto sapere alla stampa che si procederà contro di me per la detenzione di armi giocattolo e questo è un fatto, ma di cosa sono esattamente accusato secondo la legge Italiana?

 

 

Tentata ricostituzione del Partito Fascista.

 

 

Proprio così...questa è l'unica accusa che compariva nel mandato firmato dal pubblico ministero Maria Cristina Ria. La cosiddetta legge Scelba, l'impolverata, sopita, ma mai abrogata legge Scelba.
Se non fossimo arrivati a questo punto mi scapperebbe da ridere...
Attenzione, NON che non mi piacerebbe se sullo Stivale tornasse a risplendere il sole, sanno gli Dei quanto mi piacerebbe, ma il fatto di accostare me e il nostro gruppo all'opera di Benito Mussolini è, quantomeno, un grave errore di valutazione e una gravissima, profonda mancanza di rispetto verso uomini che fecero la Storia, che morirono massacrati sotto le bombe degli Alleati ora padroni incontrastati della nostra libertà.

Sicuramente al Tribunale di Busto Arsizio questo paragone sembra invece opportuno, ma qualche dettaglio deve essere per forza sfuggito agli inquirenti.
Come potrebbe riuscirci un pugno di uomini impreparati, armati di soprammobili e di un coltello da cucina?
La nostra microscopica organizzazione purtroppo non ha né i mezzi né le capacità per avvicinarsi anche di poco a quel che fu il fascismo, ha però, di contro, l'enorme pregio di non sopravvalutarsi a tal punto dal voler "Tentare".
La verità è che vorrebbero processarmi per quello che sono: un Nazionalsocialista, cosa però della quale sono già ampiamente "colpevole" ma che la legge non punisce.

RIPETO: LA LEGGE NON PUNISCE!

 


Ora che l'avviso di garanzia mi è stato consegnato, aspetto con ansia il processo che cercherà di provare un simile delirio. L'ultima volta, dopo 350 giorni di detenzione e 5 anni con obbligo di firma sono stato assolto con formula piena perché "il fatto non sussiste"... i tribunali, casualmente, sono pieni anche di procedimenti vinti specie se imbastiti come castelli di carte al vento.

Quindi non mi scompongo più di tanto, aspetto, aspettiamo che si svuoti l'enorme clessidra di questo tempo infame.

Certo essere colpiti sulla nostra sede con tutta la fatica e la passione che ci abbiamo messo, sui miei libri ai quali tenevo tanto, sui miei cimeli da collezione, fa male, lo ammetto. Infondo però se ci si pensa bene sono soltanto oggetti, sono solo "cose".

Su quello hanno ancora potere, ma in fondo come dico sempre, chiudere un covo di Nazisti è semplice, ma chiudere un covo di idee è impossibile!

 

 

 

Alessandro Limido
Presidente
Comunità Militante dei Dodici Raggi

12.12.2017

Questa mattina militanti della nostra Associazione sono stati sottoposti a perquisizioni.

La nostra Montagna brucia ancora

 

"Ama gli alberi, le piante, l’acqua che scorre tra l’erba e va verso il mare senza sapere d’andarvi; ama la montagna, il deserto, la foresta, il cielo immenso, pieno di luce o di nuvole; perché tutto questo va oltre l’uomo e ti rivela l’eterno.

Ma disprezza la massa umana dal cuore vuoto, dallo spirito superficiale; la massa egoista, vile e pretenziosa, che vive soltanto per il proprio benessere e per quello che il denaro può comprare."

 

Savitri Devi

14.06.2017

 

Di certo nessuno si stupirà del fatto che siamo contro la parata lbgtqi denominata Varese Pride, ma vediamo insieme il motivo senza becerismi o battute di bassa lega...
Siamo contrari a questa manifestazione perché è evidente che organizzatori e partecipanti propongono a tutti noi la loro idea di egoismo ed individualismo.

L' amore è sicuramente il sentimento più bello e puro che ci possa essere, spero che chiunque legga sia innamorato perché indubbiamente migliora e rende più vivo. Innamorarsi di una persona dell'altro sesso vuol dire tra le tante cose sognare (o ancora meglio fare) di costruire una famiglia e di avere dei figli come frutto naturale dell'amore. Significa perciò sacrifici e molte rinunce, perché soprattutto di questi tempi, quando regnano la disoccupazione e i lavori a contratto determinato, quando vieni sfruttato e umiliato con orari "cinesi" e devi stare zitto perché c'è la coda dietro di te, in pochi si possono concedere il lusso di avere un figlio a cuor leggero.
Proprio in questi giorni i mass media ci informano del problema della bassa natalità in Italia; come sapete uno Stato ha bisogno di cittadini per andare avanti (nel nostro caso praticamente solo per pagare le tasse...) e viste le condizioni prima elencate, "grazie al cavolo" dovremmo rispondere tutti insieme.
Torniamo al punto della questione, la parata lbgtqi, momento di festa e di aggregazione per loro, ma anche un "colorato" modo di chiedere uguali diritti delle persone e coppie eterosessuali. E no, cari miei, dopo queste premesse non è assolutamente giusto che abbiate gli stessi diritti. Avete fatto la scelta di fregarvene della comunità per abbandonarvi ai vostri piaceri e gusti sessuali, perché di scelta si tratta, altrimenti, se non poteste farne a meno, sarebbe malattia... e voi questo lo escludete categoricamente. Bene, le scelte portano sempre a delle conseguenze.
La definizione di individualismo è "la tendenza a svalutare gli interessi o le esigenze della collettività, in nome della propria personalità o della propria indipendenza o anche del proprio egoismo"; pensiamo che vi calzi a pennello e crediamo fermamente nella meritocrazia. Lo Stato non deve riservarci gli stessi diritti, che già sono pochi, non è eticamente corretto. Ma come potete solo pensare, mentre bevete il vostro cocktail al bancone della "discoteca omosessuale" di moda del momento, di pretendere gli stessi diritti di una coppia con 3 figli a casa che deve anche ringraziare di poter dare da mangiare ai suoi piccoli? Egoismo allo stato puro. Non siete diversi dalle varie lobbies che hanno contribuito a rovinare la Società, pensate solo a voi stessi.
Ovviamente non siamo favorevoli alla decisione della giunta di dare il patrocinio del Comune a questa parata. È una sua scelta e come scritto prima, le scelte portano a delle conseguenze, alle prossime elezioni vedremo come il popolo giudicherà il suo operato ricordandosi anche di questo errore.

 

Marco Brasca
Consiglio Direttivo
Comunità Militante dei Dodici Raggi

DA BOMBA CARTA A BOMBA SU CARTA, D'INCHIOSTRO PERO'!

 

E’ dichiaratamente sfuggita di mano al Governo e ai suoi lacchè la questione “vaccini”.

Il terrore mediatico da essi usato oltrepassa, da tempo, il buonsenso civico del dialogo e del confronto. In questa corsa suicida, si è persa all’orizzonte la meta del benessere sociale di una Nazione.

Apprendiamo con sorpresa e con ‘leggera’ indignazione -pur essendo plurivaccinati alle nefandezze giornalistiche, abbiamo mal digerito questo infimo attacco- come un’azione classica di bassa e povera propaganda fatta da onesti lavoratori, si sia trasformata in un’azione terroristica indirizzata verso gli operatori sanitari e la gente comune, compresi donne e bambini.

Un poco più in alto, secondo taluni uomini iscritti all’ordine dei giornalisti, avremmo come fine ultimo quello di fare del male al Ministro della Salute con la sola maturità classica, Beatrice Lorenzin.
La tela di un quadro, se dipinta con tinte scure e pennellate veloci, può trasmettere senso di irrequietezza nello spettatore. Disagio e repulsione prendono il sopravvento. Ma, se in questo quadro, disegnate una fiaccola che, con la sua fragilissima fiamma, cerca di donare calore e luce all’oscurità intorno, ecco, vedrete, che la vostra mente, per istinto primordiale, caccerà via le restanti ombre.
Questo è quello che abbiamo voluto riprodurre -come già fatto in precedenza con Antonio Locatelli in piazza della Libertà, il circo, il Mc Donalds a Lallio…-. Una fragilissima fiamma dalla luce pura per illuminare a giorno questa “dittatura democratica” senza consenso popolare.
Per fare questo, in alcuni distretti (ne abbiamo visitati 9, NOVE), abbiamo deciso di utilizzare del polistirolo e chiodi come base, per far sì che la fiaccola rimanesse in piedi senza creare danni alle strutture intorno.

Tutto documentato. Come sempre.

Non ci attendiamo rettifiche da questi malintenzionati ma diffidiamo chiunque, dopo aver letto questo comunicato, a continuare a picchiare sul suo incandescente chiodo fisso: calunniare la nostra associazione.

NOTE

1) Se agiamo di notte è solo perché la vita quotidiana non ci consente di muoverci di giorno, perché tutti noi, siamo impegnati nei propri posti di lavoro.

2) Aspettavamo la raccolta di tutte le fotografie per pubblicare. Avete rovinato la sorpresa. Monelli !

Amate l’Italia, cospirate mai”


VICE PRESIDENTE M.A.B.
Enrico Labanca

PER FARE CHIAREZZA...

Eccoli qui i pericolosi neonazisti che ascoltano composti

il comandante partigiano spiegare quali sono i laghi visibili dal San Martino e fin dove si estende la Valcuvia,

sotto l'occhio imparziale delle telecamere delle studentesse e dei boyscouts di Tradate.

COMUNICATO 7 MAGGIO 2017

Nella giornata di oggi, 7 maggio 2017, insieme a 5 militanti della mia organizzazione, ho accompagnato sul monte San Martino due studentesse che stanno "raccontando" la nostra storia attraverso un'inchiesta audiovisiva.


Non sto a ribadire l'importanza che tale battaglia ha per la nostra comunità per non essere ripetitivi.

Il punto non è questo.


Durante la discesa dal monte, a riprese ultimate, veniamo intercettati sulla pubblica via da una pattuglia dei Carabinieri, CHE SENZA PALESARE ALCUN MOTIVO, ci preleva e contro la nostra volontà, dopo le varie perquisizioni, ci trattiene nella caserma di Cuvio agli ordini del comandante Notturno.
Siamo in stato di fermo? Di arresto? Non è dato sapere.
Sono trattenute con noi anche le nostre ospiti.


Su consiglio del nostro avvocato chiediamo ancora le motivazioni di tale costrizione, ma l'unica risposta che riceviamo è la supponenza dello stato, che oppone (illegalmente) solo il silenzio.
Dopo 5 ore circa ci vengono presentati dei Verbali contenenti informazioni mendaci, verificate come tali in presenza del brigadiere e di un suo assistente, che ci rifiutiamo di firmare se non modificate in corrispondenza del vero.

Il Comandante però anche in questo ci licenzia "gentilmente" con un rifiuto che contraccambiamo con una serie di fogli "in bianco".


Solo successivamente, dopo il nostro rilascio, scopriamo da altri membri della Comunità che siamo oggetto di un ridicolo e ignobile articolo del

Sig. Zambonin presidente della locale sezione partigiana.

Articolo immediatamente ripreso da Paolo "se questo è un giornalista" Berizzi e pubblicato con GRAVI responsabilità dal quotidiano la Repubblica.
Così, piano piano, il progetto corale dei nostri detrattori ci si manifesta nella sua VERGOGNOSA INFAMIA.


I sopracitati scribacchini sostengono che io abbia gravemente minacciato, insieme ai miei ragazzi, il comandante partigiano Pippo Platinetti...
Detta così e per come la stampa ci dipinge, ma ancor di più per come il pensiero comune le crede, la notizia in sé potrebbe sembrare vera.


Tralasciando il fatto che lo abbiamo incrociato casualmente mentre cercava di vendere il suo libro a 4 boyscouts minorenni e che se mai nella vita dovessi disonorarmi, abbassandomi a minacciare un anziano 94enne mi farei da parte da solo, questa volta l'arma della verità (che ricordo essere sempre e solo una) è coadiuvata dalle riprese video di quelle che, chi ci accusa, ha scambiato per nostre Militanti. (Per altro non presenti)


Stavolta la Bastonata sui denti dei bugiardi si manifesta limpida come non mai, BRILLANDO in tutta la sua vendetta.


Comprendiamo quindi, che su mandato dell'Anpi, i fedeli carabinieri intervengono contro onesti liberi cittadini, supportati da spietati organi di stampa sempre pronti a leccare la viscida mano del potere.


Nessuna denuncia, nessuna querela.

Come sempre non useremo gli strumenti del sistema contro questo schifo.

Solo la forza della verità, diffusa attraverso voci fuori dal coro e un esposto all'ordine dei giornalisti, per arginare il pericolo derivato da ignobili delatori come Berizzi.


Chiudo ricordando a tutti che per piegarci servirà ben più di una bugia.

 


Alessandro Limido
Presidente della Comunità Militante dei Dodici Raggi

COMUNICATO 20 MARZO 2017


Berizzi,

mi piacerebbe tanto ignorare le persone meschine come te, ma sarebbe un errore lasciar cadere questa tua ennesima pantomima, ridicola e vigliacca. 
Il conto dell'analista che ti cura per il complesso di inferiorità verso Saviano va pagato, il nuovo libro va venduto, perché negli autogrill accanto a "50 sfumature di grigio" e a "cotto&mangiato" ancora non c'è, così hai fatto i capricci!

Qualche ladrone nazionale ha deciso di concederti la scorta che noi ti dobbiamo pagare...incredibile questa legge: quereli i Dodici Raggi e i Dodici Raggi sono costretti a pagare chi ti protegge e chi ti sorveglia. Che spreco inutile di denaro pubblico!!!

Perché siamo sinceri, sia io che tu Paoletto, ma chi ti caga?

Tu per me sei una caricatura, né giornalista né militante...sei una battuta a fine serata al bancone del Pub, sei lo sfigato da prendere per il culo su uno striscione (peraltro sempre firmato).

Dai fai il bravo per cortesia! Pensi veramente che se ce l'avessi avuta con te ti avrei graffiato la macchina??
Sfido te, il tuo "giornale" e la magistratura a produrre anche solo una mezza prova del nostro coinvolgimento nei fatti per i quali ti viene espressa inutile solidarietà, sarò ben lieto assumermene ogni responsabilità!!! 
Anzi vado oltre, ti invito ad un contraddittorio pubblico, il luogo è indifferente, almeno mettiamo fine al regno che ti sei costruito di giornalista d'inchiesta.
La gente muore di lavoro in questo paese, di malattia e di solitudine, ammazzata dalle divise dello stato o costretta a suicidarsi e tu per vendere il tuo libro di gossip ti fai dare una scorta ottenendola con la menzogna????

E dietro di te i tuoi colleghi sparsi per le testate di mezza Lombardia che fanno terrorismo mediatico...

Ti guardi mai allo specchio?

Alessandro Limido
Presidente della Comunità Militante dei Dodici Raggi

JAMES BERIZZI ED I NAZISTI DELL'ILLINOIS

02/02/2017

 

Il nuovo articolo bomba del super giornalista Berizzi.

Eravamo preoccupati, era un po' che rimaneva in silenzio... probabilmente stava lavorando alacremente a questo articolone. Dobbiamo essere onesti, siamo rimasti un po' delusi, ci aspettavamo qualcosa di piú, qualcosa di nuovo e soprattutto magari almeno stavolta la verità. Concetto che probabilmente non ha mai sfiorato il nostro James Berizzi a caccia dei nazisti dell'Illinois. La sua carriera giornalistica dev'essere un po' in crisi, deve avere il blocco dello scrittore visto che gli ultimi articoli su vari giornali e siti web sono tutti uguali. Un'accozzaglia di informazioni rubate qua e là, modificate a suo piacimento, trite e ritrite infarcite ed ingigantite da parole tipo: olocausto, negazionismo, antisemitismo e supremazia bianca che aumentano la portata dello scoop. Ad essere onesti (qualità che noi abbiamo), una novità in questo capolavoro letterario c'è: tutta la parte dove spiega leggi ed invoca condanne. Probabilmente nel frattempo avrà preso una laurea in giurisprudenza. Si erige a giudice unico e supremo, tiene il processo, emette la sentenza e chiede la condanna. Scavalcando forze dell'ordine, magistrati e ministri, un'operazione in perfetto stile partigiano. Nel film "Blues Brothers" James Belushi e Dan Akroid rimettono insieme la loro banda per salvare un orfanotrofio al motto: "siamo in missione per conto di Dio". Nella realtá il nostro James Berizzi mette insieme la sua banda con osservatorio ed anpi per salvare il loro mondo di bugie al motto: "fuori i nazisti da Varese". Nel film i protagonisti ottengono il successo della loro missione, vedremo se anche nella realtá sarà lo stesso. Di sicuro c'è che potrá pure continuare a scrivere bugie, falsità ed infamità. Potrá prendersi meriti se ci processeranno e se chiuderanno la Comunità Militante dei Dodici Raggi. Altrettanto sicuro sarà che non potrà fermare le menti libere di donne ed uomini che non si vogliono omologare a questo sistema e che sono consapevoli che un altro modo di vivere esiste.

 

Maurizio Moro GS della Comunità Militante dei Dodici Raggi.

COMUNICATO 30 GENNAIO 2017

 

La pagina facebook "Together for Adam" da oggi è ritenuta inattendibile dai militanti della nostra comunità. La leggerezza, per non essere offensivi, con la quale è stata gestita la situazione relativa a nostro Fratello Adam Mossa ci spinge in una direzione opposta a questa pagina, senza nomi e senza volti, alla quale, sbagliando noi stessi, abbiamo affidato denaro frutto della solidarietà di molti. Dietro ad un esiguo (purtroppo) mucchietto di banconote ci sono i sacrifici di famiglie, uomini, donne e comunità. Farsi carico di ciò significa assumersi delle responsabilità, onorare la fiducia riposta. Onore... una parola sacra, che probabilmente qualcuno ha scambiato solo per un bel tatuaggio da esibire ai concerti d'area tra una birra ed un selfie. Fiducia e responsabilità, ricambiati con superficialità e leggerezza; ora ci chiediamo se la facilità con la quale sia stato affidato denaro a gente conosciuta chissà dove, che poi lo ha rubato, sia la stessa quindi che sarà utilizzata nel farseli restituire.

Un Coordinamento tra varie realtà Italiane ha già cominciato a muoversi concretamente allo scopo di sostenere Adam nella sua battaglia, dando resoconto della destinazione delle raccolte e soprattutto affidandosi a professionisti seri e camerati di comprovata affidabilità.
Comunità Militante Dei Dodici Raggi

____________

 

"Together for Adam" won't be considered anymore as a reliable page by our Community. The way the whole case related to our brother Adam Mossa has been handled forces us to take distance from this page, which actually has no name and no face, to which we have wrongly given money, outcome of many people donations. Behind that "small" amount of money there are sacrificies of families, men, women and communities.
Taking charge of such a big commitment means being responsible and honour other people's trust. Honour... it is a sacred word, but somebody thinks it is just a cool tattoo to show at concerts between a beer and a selfie. Trust, paid back with carelessness; now we are wondering if the ease with which people gave money to somebody almost unknown (who in the end has stolen that money) will be the same that they would show to ask for that money back.
A coordination among differents italian crews is already moving to support Adam in his battle on a concrete way, giving proofs of where the money goes and above all, relying on Professionals as well as on trustable and fully respectable Comrades.
Comunità Militante dei Dodici Raggi

 

SAN MARTINO, DINTORNI & GIORNALAIUN

 

CHIARIMENTO.

09/12/2016

 

Sono Alessandro Limido, Presidente della Comunità Militante dei

 

Dodici Raggi.

 

Torno a scrivere perché la mia organizzazione è di nuovo sotto

 

attacco, un inutile attacco mediatico che rischia di sfociare in

 

qualcosa di fastidioso.

 

Dopo la chiusura, forse la centesima, della nostra pagina

 

facebook, utilizziamo questo nuovo canale quale unico organo

 

ufficiale.

 

Premetto subito che quanti si aspettino un mio passo indietro o

 

delle scuse pubbliche corrono il rischio di sottovalutarmi, o

 

meglio, non mi conoscono: “la vita è solo avanti”.

 

 

Comincio con la nostra Commemorazione sul Monte San Martino

 

e su quanto gridato dal coro di voci uguali che criticano il nostro

 

operato e la nostra volontà di ricordare i caduti di quella

 

battaglia.

 

Domenica mattina 4 Dicembre, insieme a 25 militanti della mia

 

associazione e alcuni Fratelli del Manipolo d'Avanguardia

 

Bergamo, ho rinnovato l’estremo saluto ai 200 giovani Tedeschi

 

che caddero in combattimento sul Monte in oggetto, sopra Duno

 

in provincia di Varese.

 

Come da copione, abbiamo posato in mezzo al bosco qualcosa

 

che, secondo tutte le culture e religioni del mondo (una Lapide

 

funebre), potesse ricordare dignitosamente il loro sacrificio.

 

La “croce nazista” dello scandalo non è altro che la runa Tîwaz in

 

legno, spesso utilizzata in epoca di guerra su cippi militari

 

funebri non cristiani.

 

Correlato ad essa, una corona di alloro con i colori della bandiera

 

per la quale caddero, una targa di legno con parole di speranza

 

sul futuro e uno striscione che ricorda l’immortalità ideale che

 

queste persone hanno per noi. Foto ricordo e STOP.

 

Memori di polemiche del passato, nessun simbolo vietato,

 

nessuna svasticacelticoprotogermanica o fantasiosi nomi

 

affibbiatogli dal giornalettismo, nessun oltraggio, nessuna

 

menzione come sempre ai morti di parte opposta che già godono

 

di bellissimi e statuari monumenti, cappellette, lapidi, recinti e

 

via dicendo. Dunque chiedo, il crimine in cosa consisterebbe?

 

L’anno scorso fra le varie ipotesi di reato, ci contestarono la

 

violazione del TULPS. Pubblica sicurezza dissero, non sapevamo,

 

infatti, che in cima alle montagne di notte si potesse mettere in

 

pericolo l’incolumità altrui.

 

Difatti quest’anno, dopo un accurato sopralluogo, abbiamo

 

accertato questo curioso fenomeno: in vetta alle montagne di

 

notte pare non ci sia nessuno.... quindi nessun reato.

 

E questo è un fatto documentato...le persone che scrivono altro

 

mentono, a cominciare dal Signor Gunnar Vincenzi, Presidente

 

della Provincia, che in una sua dichiarazione parla, in qualità di

 

proprietario, di PROFANAZIONE DEL SACRARIO PARTIGIANO.

 

Mente o è male informato dalle zelanti sentinelle dell’ANPI o da

 

qualche funzionario delle forze dell’ordine. Ebbene si, al sacrario

 

Partigiano neanche ci siamo avvicinati.

 

Diversamente, dovesse bastare la vicinanza approssimativa per

 

subire accuse di profanazione, dovrò rivedere quel che so in

 

materia.

 

Pertanto, chiederò quali sono i limiti di distanza relativi e farò

 

causa al Vaticano poiché, la messa che fanno vicino alla nostra

 

sede, profana il MIO diritto alla libertà religiosa

 

costituzionalmente garantita.

 

A scatenare l’isterismo partigiano, del collaudato quartetto

 

Pippo-Frezza-Zambonin-Gatto, sarebbe da un lato la viltà del

 

nostro agire e dall’altro la nostra voglia di risalto mediatico.

 

Bene...

 

Punto uno: se scegliamo certi orari lo facciamo, come ho già

 

detto, per evitare incroci pericolosi (per voi), quindi si tratta di

 

un atto altruista e di buon senso;

 

Punto due: non cagateci.

 

Zambonin, non vuoi darci risalto e visibilità??? Non parlare di

 

noi, lasciaci nell’oblio della storia… posta solo 14 messaggi al

 

minuto su facebook, evita il quindicesimo su di noi così raggiungi

 

il tuo scopo. Resisti, visto che ti piace il termine!!!

 

Noi siamo orgogliosi di quello che facciamo e siamo fieri di

 

ricordare ogni anno quei ragazzi che hanno difeso la patria e la

 

bandiera tradita, perché sono diamanti nella polvere di oggi.

 

Torneremo e torneremo a rendergli omaggio, perché il san

 

Martino appartiene agli Eroi, appartiene a loro.

 

Continuo parlando brevemente dell’articolo autodefinitosi

 

inchiesta di Paolo “se questo è un giornalista” Berizzi, comparso

 

su La Repubblica, dal titolo Saluti Nazisti e croci runiche, scritto

 

in malo modo sulla falsa riga di un testo del rapper BELLO FIGO.

 

Ovviamente noi non abbiamo ospitato questo signore nella

 

nostra sede, che ha visto solo da fuori come un ladro in

 

perlustrazione, né rilasciato interviste o avuto incontri.

 

Sorvolo anche sulla quantità di cazzate che ha scritto sul mio

 

conto e sui miei ragazzi, perché con questo articolo ha

 

dimostrato anche ai suoi colleghi di essere pronto per il grande

 

salto nel giornalismo di cronaca rosa, si tratta infatti, per lo più,

 

di Gossip.

 

Le cose importanti sono altre.

 

Io non nego le mie posizioni politiche, sono per me motivo di

 

orgoglio.

 

La mia stragrande ammirazione per il Fascismo, il

 

Nazionalsocialismo e la mia idea sull’olocausto sono ben note a

 

tutti, ma si deve fare una netta distinzione tra il mio modo di

 

pensare, anche quello della mia comunità se vogliamo, e

 

L’OPERATO della stessa.

 

Buttando benzina sul fuoco, si rischia poi di scatenare

 

meccanismi dannosi e dispendiosi.

 

Dannosi come un procedimento penale ingiusto e dispendiosi

 

come un’operazione che coinvolgerebbe centinaia di individui tra

 

gli indagati, gli investigatori, i giudici, gli avvocati, gli uomini

 

delle forze dell’ordine e tutta una serie di professionisti e

 

ausiliari pagati dai contribuenti. Eh si Berizzi, perché questo

 

paese è purtroppo pieno di persone che leggono la cronaca rosa

 

e che poi alla fine, anche se cloaca di stronzate belle grosse, ci

 

credono e fanno capitolare le cose.

 

La responsabilità penale è personale, altrimenti deve essere

 

comprovata in tribunale l’esistenza di un gruppo che commette

 

reati in modo collettivo e organizzato, perché un conto è

 

pensare certe cose (e per ora fortunatamente ancora non è

 

vietato) e un conto è farne apologia pubblica.

 

Se ci si accusa bisogna dimostrare dove si sia Negato

 

pubblicamente l’olocausto (o esaltato), dove si sia diffuso

 

Negazionismo perchè non basta una conferenza che parli di

 

Legge per provare queste accuse, non basta parlare di libri che

 

non possediamo, di film che non abbiamo visto, di canzoni che

 

non abbiamo scritto...

 

Insomma non basta dirle le cose e nemmeno scriverle Berizzi,

 

vanno provate, se no rimangono carta igenica con scritto sopra il

 

tuo nome.

 

Anzi citando su una testata giornalistica il MIO pensiero sei tu

 

che ne fai apologia, tu e il tuo giornale.

 

Combattiamo contro l’immigrazione indistintamente, americana,

 

africana... non fa differenza per noi, ma tu devi provare che

 

compiamo atti di razzismo; devi dimostrare gli episodi di

 

violenza politica e mi devi spiegare perché proteggi i nomi di

 

stupratori e pedofili, ma dei nostri ti ricordi anche cognomi e

 

soprannomi.

 

Devi dirmi in cosa consiste tecnicamente la profanazione del San

 

Martino, perché se no la tua candidatura a Novella 2000 rimane

 

l’unico futuro possibile per la tua triste carriera.

 

Ah e un’altra cosa, mia madre si è offesa che le hai dato della ex

 

hippie… Testa di cazzo, lo è ancora!!

 

 

ALESSANDRO LIMIDO

 
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