MAGISTRATURA PRIMA NEMICA DEL POPOLO!

C.U.V.19 - Do.Ra.

Benvenuti ai piccoli Militanti :

Erik, Gloria Venere & Noemi!

Bergamo e Varese i nostri Cuori Gemelli in cima alla Barricata: Fino alla fine!

76° anniversario della vittoria: San Martino Sangue d'Europa

COMUNICATO 13 NOVEMBRE 2019

 

 

Pubblichiamo integralmente l'ultimo scritto del Nostro Presidente, firmato di suo pugno. Come sempre si assume personalmente la responsabilità di ogni singola parola. È un lucido resoconto di quanto siamo costretti a subire da parte delle autorità sul nostro territorio. Ci domandiamo spesso come gli abusi di potere possano moltiplicarsi così velocemente... ebbene... la risposta è tutta nell'enorme Silenzio che li avvolge. I soggetti in questione, e in particolare l'antagonista della nostra storia, provocatoriamente invitava il nostro Presidente a denunciarlo per abusi presso l'Arma dei Carabinieri...


Ben sapendo che la nostra non sarà mai una denuncia di Polizia, lo accontentiamo con la solita "denuncia" pubblica ai lettori, parte di quel Popolo che riteniamo da sempre unico giudice dell'operato Umano.

 

Federico Guerrini

IL PORTAVOCE

 

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IL LATO OSCURO DELLA LEGGE
- Sceriffi e luoghi inaccessibili
-


Lunedì scorso, insieme ai militanti della mia Organizzazione, ci siamo recati a Palazzo Estense, in centro Varese per assistere alla votazione pubblica del consiglio comunale, dove, da lì a poco, avremmo visto materializzarsi l’innaturale equiparazione fra la senatrice a vita Liliana Segre e S.E. Benito Mussolini, elevandola a Cittadina Onoraria della nostra città.

La senatrice è divenuta popolare nelle nostre vie, nei nostri bar, nelle nostre case solo recentemente, ‘grazie’ alla creazione ad hoc della Commissione contro l’Odio. Infatti anche se lei è una delle ultime ‘sopravvissute’, arrestata sul finire del ‘43 proprio sul nostro territorio, prima di tre giorni fa, in provincia di Varese, solo i nostalgici di Calogero Marrone si ricordavano chi fosse. Forse.

Ebbene, veniamo ai fatti, cioè il nostro secondo (tentato) ingresso in pochi mesi ai famosi luoghi comunali aperti al pubblico (ma evidentemente inaccessibili a Do.Ra.).
Secondo, perché questa estate, vi ricorderete, ci era stato impedito di entrare nel Comune di Azzate durante la presentazione di un libello firmato da un certo Filippi, il quale, se pur forte della presenza delle autorità cittadine e nazionali (seduto tra i presenti vi era Emanuele Fiano), si sottrasse al confronto – da noi invocato a gran voce - con il sottoscritto.

Poco prima di arrivare in via Sacco, ricevo la telefonata del Vicequestore Vicario LEOPOLDO TESTA che, con il solito fare da gangster quale si crede e probabilmente vorrebbe essere, celando la sua annunciazione con un  « ce lo sai te chi sò io »,  mi chiede informazioni varie, che, se pur non obbligato a fornire, porgo con assoluta tranquillità: i Dodici Raggi hanno inciso sulle proprie baionette le singole iniziali di ogni suo Uomo, affinché il Popolo sappia chi sono.
Dichiaro difatti che la nostra presenza raggiunge quota nove militanti e che non VI E’ NESSUN INTENTO SEDIZIOSO.
Passano pochi secondi e, arrivati dinanzi al Municipio, scopriamo che il locale Frank Drebin si è nel frattempo travestito da Jimmy Doyle e saltando i convenevoli (cosa che, in fondo, ho apprezzato), ci vieta (di nuovo e senza alcuna motivazione) l’accesso alla sala, millantando accordi presi telefonicamente e fantasiosamente modificati a suo piacimento.
Mettendo in pericolo quattro agenti D.I.G.O.S. e quattro carabinieri, il prode Vicario rilancia: nell’intento di provocare uno scontro fisico – nel quale, onestamente, avremmo avuto facilmente la meglio – mi insulta apertamente, cercando la reazione che gli avrebbe permesso di arrestarci decapitando l’Associazione.
Una tecnica conosciuta.
Noi, tuttavia, eravamo lì per altro, fare conoscere un’altra voce sulla Storia d’Italia e non per cadere nella più banale delle trappole.
Essere insultati da uno statale, però, al quale gettiamo ai piedi uno ‘stropicciato stipendio’, non mi va e così gli ricordo, che all’arroganza e all’abuso di potere si può, a volte, rispondere con la Violenza e gli rammento di non arrogarsi diritti che non può vantare.
Per un breve istante sembra tranquillizzarsi in lui lo spirito del SuperRobotPoliziotto e finge di ricordarsi quanto il sindaco ci avrebbe voluto concedere: l’ingresso in sala (neanche lo avessimo domandato) a solo due dei nostri militanti, scortati.
Una proposta che ha il sapore del compromesso, pane dei mediocri.

Do.Ra. però nel suo DNA custodisce il più autentico senso di cameratismo: NESSUNO RESTI INDIETRO!
Ed è proprio su questo punto che avviene la rottura.
Dal basso della mia misera condizione umana mi fermo per un istante, valutando anche la proposta di Poldo Testa, mi consulto con il mio Vicepresidente, mi guardo intorno, cerco di riflettere... so che è sbagliata come la natura degli uomini che ho di fronte. Cerco con lo sguardo e vedo quelle lapidi, le scritte, l’intera Storia della mia Città... i nostri caduti: dalla Battaglia di Varese agli Arditi del Piave, giungendo agli Eroi del San Martino. Sento il loro ammonimento... sento ancora i loro cuori battere, un frastuono che almeno nella mia testa mi "perseguita" da anni.

Loro non sono caduti per questo schifo!
Il loro sacrificio germoglia ovunque in questa nostra Città e per vederlo, basta amarla…

È troppo!

Di fronte ci sono i servi grigi dell’antifascismo statale e, dall’altra, i fieri Dodici Raggi, «eredi di un passato che rianima la riscossa!».

NO! È un NO!! Non accetto nessun accomodamento del cazzo!

Il Vicario non si trova più schierato in mezzo "ai suoi", nasando una possibile malparata, preferisce dileguarsi tra i selfie dei leghisti e le lisciature dei ‘fratellisti’, tutti pronti a giurare fedeltà sulla Kippah della Senatrice.

Gli scopi personali e di carriera del Vicequestore però sono rimandati, non gli regaleremo la pelle.

Lasciamo la piazza.

‘Parole come sassi’ vengono lanciate sulla fronte di ogni presente, urlando: TRADITORI, VIGLIACCHI.
E tra un coro e ‘l’amichevole saluto’, abbandoniamo il Comune, lasciandolo agli applausi di una platea gremita di nani da giardino e arrampicatori di ogni razza.

E questo è l’epilogo: un sindaco commosso che parla alla folla di valori e democrazia nonostante la sua personale STASI gli abbia obbedito e un Questurino che piange la mancata promozione di fine anno. Affila però le unghie per il prossimo incontro, lui.
Una nuova prevaricazione ci attende dietro l’angolo. La brama. Arde nel suo pensiero.
E noi l’attendiamo dove dovremo essere: senza timore, come sempre là, dove la Patria chiama, «come per andare più avanti ancora».

 

Alessandro Limido

 

Presidente

 

Comunità Militante dei Dodici Raggi

Più di un gemellaggio:

 

NOI SIAMO UNA COSA SOLA!

28 OTTOBRE CULMINE DELLA RIVOLUZIONE FASCISTA

 

« Siamo qui per aprirti gli occhi, spazzare via le tue illusioni

Infrangere le regole, distruggere i tuoi miti

Per prendere tutto o niente, non importa come

Anche senza via d'uscita non c'è rassegnazione!

Cercando la verità, ecco cosa hai trovato: nuove emozioni esenti da peccato! »

- OTTOBRE DI SANGUE -

Attestazioni di stima nei confronti della nota testata giornalettistica

Tributo a Caio dei nostri gemelli di M.A.B.

- Cercando invano uno squarcio nel cielo -

 

 

"Ci han catalogato come marchio di violenza
per crimini comuni, da teppisti senza testa
ma quando siam di fronte vi tremano le palle
pregate i vostri santi e parlate solo di pace."

 

Come sul San Martino anche alla festa della Resistenza si parla di vandalismi e furti: rivendichiamo come SEMPRE le nostre azioni come questo striscione... il resto sono chiacchiere e fantasie da frustrati che anche nella remota ipotesi che fossero vere,

di sicuro non ci appartengono.
Fuori prove e certezze altrimenti cucitevi la bocca!

- ARRIVEDERCI AMICO -

L'albero non simboleggia la vita singola, bensì la stirpe,

 

ADDIO PIANTONE!

 

 

BENVENUTO C.U.V. 19 "Venuti dalla strada"

 

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Di ignoto c'è la paternità, non certo dello striscione in quanto è firmato e pubblicato sui nostri "profili", di qualcun altro ma, oggi, non mi va di fare ironia.

Ci avete pubblicamente invitati presso la vostra sede per confrontarci. Di giorno.

Vada ma di sabato. Noi, in settimana, lavoriamo: facciamo turni in fabbrica,  terminiamo alle 19.30 in negozio, iniziamo alle 5.30 sui pulmini diretti ai cantieri, siamo in trasferta settimanale...noi siamo quello che voi non siete stati mai e che tanto odiate:
LAVORATORI, per questo motivo si agisce di sera, non certo per paura.
Dovete sapere che, a noi, non è consentito di attaccare una "nazione", raccogliere centinaia di migliaia di euro e passarla liscia.
I vostri finanziatori, dopotutto, sono i nostri più grandi nemici.

Dopo, però, non piagnucolate e non minacciateci coi vostri democratici "fogli di via" , arma vigliacca di una 'bianca' borghesia vile fin nelle ossa.

Decidiamo il giorno, dunque. 

Nemmeno in questa occasione avete avuto parole dolci verso le vittime , è chiaro a tutti, che ciò che conta per voi è esclusivamente la vostra sporca consorteria.

Manipolo d'Avanguardia Bergamo

IL PRESIDENTE
Enrico Labanca

Non possiamo che alzare i nostri scudi in difesa dei fratelli di MAB, condividendo ogni loro battaglia, come quest'ultima , la prima, quelle future.

Con MAB sulla barricata,

fino alla fine!

- COMPRA UN CD PER AIUTARE I CAMERATI DI IVREA -

 

contatta: associazionedo.ra@libero.it

Nessuna cima è più alta della Volontà! 
"La nostra Bandiera, resiste al sole

e soprattutto alla bufera"

 

 

                                   

Saremo la vostra spina nel fianco.

A Varese nessuno spazio per voi:

 

MUSSOLINI E IL FASCISMO NON SI TOCCANO!!

- Vicini ad Andrea e Rebel Firm, per il vile attacco da parte dello stato -

 

Credo nell'Idea Assoluta che fu intangibile integra completa.

 

Credo nella Patria solcata dall'aratro costruita nella Giustizia e difesa dalla Spada.

 

Credo nella volontà, forza motrice dello Spirito.

 

Credo alla scuola del Sacrificio dove l'unica lezione è l'Esempio.

 

Credo nella Terra, bagnata dal sangue degli Eroi e dal sudore della fronte.

 

Credo nella cooperazione tra classi sociali.

 

Credo nell'importanza del soldato quanto in quella dell' artista, del lavoratore, dell'atleta, dell'impiegato. 

 

Credo nei miei Leaders, perché so che loro crederanno in me.

 

Credo nella Gerarchia e nel rifiuto del gerarchismo.

 

Credo alla difesa dei miei Fratelli certo che loro difenderanno me.

 

Credo alla disciplina, all'Ordine Sociale e alla rettitudine morale.

 

Credo nella pace ma sono pronto alla guerra.

 

Credo nel Lavoro, unico Istituto sociale che può dare o togliere dignità all'Uomo.

 

Credo ai nostri caduti e di dover spendere la mia vita per loro, onorando il sacrificio che hanno compiuto sull'Altare della Patria.

 

 

Credo nella responsabilità e nella consapevolezza.

 

Credo nel coraggio.

 

Credo nella correttezza e nella libertà.

 

Credo nel gruppo.

 

Credo in me stesso.

 

Credo alla lealtà.

 

Credo prima nell'Amore e poi nell'Odio.

 

Credo nel Rispetto, prima dato poi preteso.

 

Credo nel riscatto perché ognuno può cadere ma deve avere il diritto, il dovere e la forza di rialzarsi.

 

Credo alla COMUNITÀ MILITANTE DEI DODICI RAGGI

I Militanti di Do.Ra. a Varese vestono i Colori degli Unici Fratelli di MAB a celebrazione di un inno alla fratellanza, che forse è solo un sogno ma per noi è una bandiera per la quale vivere

e per la quale morire!

Se l'ingiustizia, se la vendetta,

per la tua fede t'avran colpito,

la tua parola tu l'hai già detta.

 

"NON HO TRADITO"

 

Grazie Cri!

                - Nel tuo nome, nella tua parola! -

- A Caio -

COME CONTATTARE LA COMUNITA' MILITANTE DEI DODICI RAGGI

 

Per qualsiasi informazione è possibile contattare la Comunità scrivendo una mail all'indirizzo associazionedo.ra@libero.it oppure scrivendo al numero 334 7264341 (SOLO WHATSAPP)

 

25 APRILE 2019

Il Nostro 25 Aprile con i fratelli di MAB, la Nostra Varese: Quella in camicia nera, ultimo simbolo di Civiltà occidentale.
Così abbiamo commemorato i Martiri d'Europa, a loro e solo a loro è rivolto il nostro sguardo.

Alcune foto della serata di ieri sera!

                         Una nuova collaborazione

“La Germania in camicia bruna” del giornalista e scrittore Arnaldo Frateili,

pubblicata per la prima volta nel febbraio del 1937,    è un'inchiesta attenta e

serena sulla vita nella Germania nazionalsocialista.

Nel    1936 l’Autore intraprende un viaggio nella nuova Germania per capire

cosa stesse realmente accadendo, per comprendere appieno e in profondità le

trasformazioni che il    nazionalsocialismo stava apportando alla vita di un

intero popolo, comparandola sapientemente con l’Italia fascista. Per afferrare

la Germania di Hitler bisognava visitarla, esplorarla in profondità nelle sue

città e nei suoi borghi, penetrarla nella sua intimità politica, culturale e

sociale.

Il libro nella sua veste brillantemente giornalistica, rendendo così la lettura

particolarmente piacevole, si snoda per ventuno capitoli che passano in

rassegna quelli che Frateili ritiene i temi maggiormente qualificanti per

avere una visione d’insieme della nuova Germania: dall'educazione militare

della gioventù alla costruzione delle autostrade, dall'organizzazione delle

classi lavoratrici alla formazione delle nuove correnti artistiche e letterarie,

dalla produzione delle grandi industrie alla lotta politica, precisando molti

fatti e correggendo molte falsità.

Simpatica iniziativa nella nostra città:

ANDIAMOCI! 

Siamo orgogliosi di presentare il nostro nuovo libro:

"CONOSCERE IL MONDIALISMO" di Giuseppe Mosca.

per acquistarne una copia scrivere a:

associazionedo.ra@libero.it

 

€ 10,00 + spese di spedizione

1919 - 2019

La Comunità riunita per salutare e abbracciare Cristian e Carolina.
Con riconoscenza...

20 FEBBRAIO 2019

 

 

In queste ore più che mai vicini ai Fratelli Romani di Casa d’Italia e S.P.Q.R. Skins. Nessun passo indietro: Tutto, tranne che arrenderci!

Michi, "The Machine Gun", Orgoglio di Do.Ra.

Ci hanno donato la loro Vita,

farcene carico è l'onore della nostra!

OGGI COME ALLORA IL SAN MARTINO È NOSTRO

 

Dedicato a chi ospite nel nostro paese, tortura e massacra,

deruba e uccide famiglie Italiane!

 

 

"Non dimenticate quando celebrate una festa
Che qualcuno grande e solo si eregge in lontanazanza
Non dimenticate dei momenti di gioia
Che quel cuore lontano serba ancora una speranza!"

 

SEMPRE CON TE!

23.07.2018

 

Nella grande oscurità, quando le città piegate non hanno più la forza di credere né la volonta di insorgere e l'Idea non è che amore di condannati e fede di esuli:

pochi grandi uomini si levano incontro all'avvenire!
 
A Gianantonio, con riconoscenza.
 
Comunità Militante dei Dodici Raggi

Do.Ra. con i tre Grandi del Fascismo nostrano,

mentori e membri d'onore della nostra Comunità.

RESISTI!

Saremo integri solo se saremo noi stessi.
In attesa che Gjallarhorn ci convochi rimarremo puri, facendo TUTTO quanto è nelle nostre possibilità per farci trovare pronti.
Nessun compromesso con i nemici della Patria.

 

Chiudere un covo di idee è impossibile

Ai nemici in fronte il sasso,

agli Amici tutto il Cuore!

I nostri vecchi popoli guerrieri, oltre i confini nazionali,

innalzeranno i loro canti fieri per un oggi che guarda al domani!

Pochi giorni dopo l'omicidio di Cesare Bonfiglio, il 21 agosto del '44, i partigiani della famigerata Banda Lazzarini, in attesa di regalare la nazione agli Americani, tendono un'imboscata a Carlo Bollini, comandante della Brigata Nera locale.

Carlo, disarmato e solo, sta rientrando a casa dalla sua famiglia, i banditi non gli danno scampo: lo massacrano senza pietà, senza processo, senza prove di colpe particolari, se non quella di aver donato la propria esistenza all'onore della Patria.

 

ONORE A CARLO BOLLINI,

INFAMI ASSASSINI!

Sono ancora le parole di Filippo Tommaso Marinetti,

che ci suggeriscono la soluzione per la salvezza d'Europa.

 

"GUERRA SOLA IGIENE DEL MONDO!"

I Militanti di Do.Ra.

rinnovano l'estremo saluto al Tenente Colonnello Giunio Sella, Novarese immolatosi nella sacra guerra contro l'invasione a stelle e strisce.

NEL SECONDO ANNIVERSARIO DELLA TUA SCOMPARSA

 

 

Oggi ci troviamo in un deserto, siamo ai bordi di un deserto che va attraversato.
Non ha senso negare il deserto, credersi in terra grata, fantasticare di poterlo aggirare o sperare che il tempo lo muti in eden. È un deserto.
Sappiamo però che il deserto, del quale non vediamo oggi i confini, prima o poi finirà.
E se non finisse, avremo almeno dato un senso alla vita.
Sappiamo che, non ora, ci saranno tempo e modo per ricostruire una città, rifondare una civiltà. Non ora. Nel deserto non si costruisce.
Mancano le condizioni elementari, mancano i materiali, l’acqua,

i rifornimenti, il vento ti sferza la faccia, la sabbia ti acceca, i miraggi t’ingannano, imperversano predoni, operano assassini, i tuoi compagni, e tu stesso, sono soggetti ad umani cedimenti.
Nel deserto si può solo andare avanti, senza sperare di costruire.
Si può solo cercare un riparo quale che sia, perché cala la notte e nell’incerto mattino riprende la marcia. Sempre vigili, in guardia.
Ringraziando gli Dei per quelle poche oasi, per quella poca acqua.

E magari anche il Sistema, che nella sua infinita bontà non ti ha ancora tolto l’aria per respirare.
Nello zaino c’è quanto hai potuto salvare.

C’è quello in cui credi.

La tua vita. Che va portata al di là del deserto.
Altri uomini, generazioni, individui sconosciuti, gente che mai vedrai, magari neppure i tuoi figli, verranno.

La storia lo insegna. Anime simili alla tua, segmenti su una stessa retta, fedeli agli stessi Dei.

Ne nasceranno ancora. Ne sono sempre nati.
Ciò che è certo, è che l’Estremo Conflitto fu disfatta totale.
Totale per la generazione che lo ha combattuto, per i milioni di morti,

i milioni di sopravvissuti e avviliti, per la nostra generazione, per quella dopo di noi.
Catastrofi seguiranno fra qualche decennio, anarchia e rovine per altri decenni, crollo di ogni istituto civile. 

Ma qualcuno ci sarà. A raccogliere, ad aprire lo zaino.


                          Gianantonio Valli - Cuveglio, 16 novembre 2012

IMMIGRAZIONE SPECULAZIONE CONTRO LA NAZIONE

IUS SANGUINIS!

 

 

"Tutto ciò che hai costruito e dagli altri criticato

Tutto il tempo e la passione che tu gli hai dedicato

Le tue scelte con Orgoglio, quanta forza dentro al cuore!

Quello stemma lì sul petto, il tuo onore in primo piano

Il saper di non tradire e la tua banda qui vicino!

 

Questa è la mia vita, questo è il nostro tempo!"

 

 

Enrico

Orgoglio di MAB, Fierezza di Do.Ra.

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