1919 - 2019

La Comunità riunita per salutare e abbracciare Cristian e Carolina.
Con riconoscenza...

20 FEBBRAIO 2019

 

 

In queste ore più che mai vicini ai Fratelli Romani di Casa d’Italia e S.P.Q.R. Skins. Nessun passo indietro: Tutto, tranne che arrenderci!

COMUNICATO DEL 6 FEBBRAIO 2019

 

Ci risiamo.
Paolo "se questo è un giornalista" Berizzi è riuscito ad ottenere qualcosa che vuole fortemente.
Dopo il vendere (poco) il suo orribile non-libro, poterlo presentare davanti a misere platee in lungo e in largo per lo stivale come fosse un bestseller e godere di ampio spazio sulla sua testata giornalistica, ora ottiene l'upgrade della misura di "tutela dinamica" di cui beneficiava e, grazie al comitato per l’ordine e la sicurezza, raggiunge il grado di "Permanentemente scortato" con annessa gloria di poterlo esibire sui social network.
Il fatto è sì ridicolo perché, a cominciare dall'ordine dei giornalisti, tutti sanno che il rischio che corre costui di subire violenze è pari alle possibilità che ha Alvaro Vitali di rimorchiare Jennifer Lawrence, ma allo stesso tempo è anche grave nei confronti di chi crede come noi, nella Giustizia e nella Verità.
Innanzitutto vanno fatte doverose distinzioni riguardo ai rapporti intercorsi tra la mia organizzazione e me da un lato e la sua figura "professionale" dall'altro.
La maggioranza delle persone che lo leggono e lo supportano non hanno evidentemente la benché minima cognizione di causa sulle differenze che ci sono legalmente tra ingiuria, minaccia, diffamazione e libera espressione di pensiero. Sia chiaro che a noi di queste formalità legali e delle leggi che le regolamentano importa poco, importa un pochino di più se però vogliono essere usate a casaccio contro di noi.
Nei suoi scritti il personaggio Berizzi accomuna le presunte minacce ricevute da ignoti, condite di svastiche al contrario e calligrafia da terza elementare, alle nostre libere manifestazioni di pensiero nei suoi confronti, sempre e comunque rivendicate e motivate dalle sue meno di mediocri "inchieste".
Se si fa eccezione per lo striscione PAOLO BERIZZI CAMERATA, che rientra con ogni evidenza nella sfera della satira e del suo diritto ad essere esercitata, gli altri due (2) striscioni che gli abbiamo dedicato, potrebbero semmai essere inclusi, se proprio si volesse esagerare, nella diffamazione a causa dell'assenza del soggetto ai quali essi sono indirizzati. Qui però si arriva alla questione che mi preme discutere, dopodiché chiuderò questo siparietto in maniera definitiva cercando di sorvolare su future eventuali provocazioni, ignorandole.
La diffamazione, per considerarsi tale, deve essere lesiva dell'Onore di una persona e, dato che Paolo Berizzi non possiede tale requisito, a mio modo di vedere, non sussiste alcun reato. Tale affermazione potrebbe anche non essere vera, certo, ma trattandosi della mia opinione a riguardo e dato che in questa inutile disputa sono quello che è stato chiamato in causa, esercito la mia volontà di esprimerla.
Paolo Berizzi, inventando una serie di stupidaggini senza fondamento e di notizie senza alcun valore si è costruito il personaggio del giornalista d'inchiesta per scimmiottare in malo modo chi di questa professione ha fatto una missione, una causa e magari ci è morto pure e, cosa più grave, ha spinto nuovamente la pigra magistratura, che ormai si muove solo su mandato della stampa e della politica, ad indagare su una associazione, la nostra, che ha svolto ogni sua attività dandone pubblico resoconto. Il nostro sito ne è l'evidenza, solo della promozione sociale non facciamo pubblicità, il resto è tutto lì, a portata di click.
Le mie opinioni sul personaggio Berizzi sono maturate col tempo, leggendo gli articoli scritti su di me, sulla mia famiglia e sul mio Gruppo, non certo per aver destato in altre maniere il mio interesse, prima di reinventarsi inquisitore d’area infatti, di denunciare il pericolo fascista non gliene fregava un cazzo. Alcuni stralci dei sui lavori, vengono citati dalla magistratura persino nell'atto di accusa contro Do.Ra. ...
Ricordo il divertente passaggio che recitava "Nella sede di Caidate dove vivono 300 naziskin organizzati militarmente", oppure ricordo quel pezzo di pura fantasia dove, allegando nome e cognome, collocava per sentito dire e scambiandola con una giornalista, una nostra militante sul luogo di un "Raid Squadrista per punire un partigiano di 96 anni", estratto di un articolo che comparve sul sito di Repubblica nel giro di 5 ore dai presunti fatti, smentiti poi in pochi minuti, da riprese video e fotografie. E ancora un articolone su un episodio analogo, quando piazzava al mio fianco un militante di MAB che non c'era, durante la famosa manifestazione di Milano in ricordo di Sergio Ramelli. Quindi, sapendo che i giornalisti dovrebbero per deontologia professionale, fare TUTTO il possibile per accertare la verità prima di metterla per iscritto, mi chiedo quale possa essere l'Onore di chi invece riporta sui giornali il fazioso e il fantascientifico con l’unico desiderio di una misera mercede di 3000 like su Facebook? (Meno di quelli di una pasticceria di Gallarate e almeno la metà ottenuti da camerati che lo seguono per divertimento). Come si può creare danno a qualcosa che non esiste? Come si può ledere l'onore a chi non ce l’ha?
Delle minacce poi non voglio neanche parlarne perché la cosa fa già abbastanza ridere senza che io ci ironizzi sopra.
Aggiungo, per concludere e per coerenza solo un dettaglio visto che il personaggio in oggetto si è censurato da solo dopo averne parlato nella sua pagina Facebook: al funerale di Dede, quando era lì per sciacallare sul dolore di una famiglia e sulla tomba del nostro amico morto nei fatti di San Siro, mi sono avvicinato e gli ho detto di essere senza vergogna. Probabilmente data l'auto censura che si è applicato on-line, mi sbagliavo, commettevo un errore nella mia esternazione e lo devo ammettere: anche Paolo Berizzi si vergogna di se stesso! E su questo concordo con lui.

 

Alessandro Limido

Presidente
Comunità Militante dei Dodici Raggi

 

Nuova autoproduzione prossima alla stampa

Michi, "The Machine Gun", Orgoglio di Do.Ra.

Ci hanno donato la loro Vita,

farcene carico è l'onore della nostra!

OGGI COME ALLORA IL SAN MARTINO È NOSTRO

 

Dedicato a chi ospite nel nostro paese, tortura e massacra,

deruba e uccide famiglie Italiane!

 

 

"Non dimenticate quando celebrate una festa
Che qualcuno grande e solo si eregge in lontanazanza
Non dimenticate dei momenti di gioia
Che quel cuore lontano serba ancora una speranza!"

 

SEMPRE CON TE!

23.07.2018

 

Nella grande oscurità, quando le città piegate non hanno più la forza di credere né la volonta di insorgere e l'Idea non è che amore di condannati e fede di esuli:

pochi grandi uomini si levano incontro all'avvenire!
 
A Gianantonio, con riconoscenza.
 
Comunità Militante dei Dodici Raggi

Non entreremo nel merito di adozioni gay, "famiglie" arcobaleno e unioni civili, le nostre battaglie sono altrove.

Sospenderemo, per una volta, la critica alle flebili leggi dell'uomo e lasceremo che a parlare sia Madre Natura:

Essa vi condanna all'ESTINZIONE.

Noi siamo Giustizia, noi siamo Verità

Per INFO e costi: associazionedo.ra@libero.it

Do.Ra. con i tre Grandi del Fascismo nostrano,

mentori e membri d'onore della nostra Comunità.

RESISTI!

Saremo integri solo se saremo noi stessi.
In attesa che Gjallarhorn ci convochi rimarremo puri, facendo TUTTO quanto è nelle nostre possibilità per farci trovare pronti.
Nessun compromesso con i nemici della Patria.

 

Chiudere un covo di idee è impossibile

Ai nemici in fronte il sasso,

agli Amici tutto il Cuore!

I nostri vecchi popoli guerrieri, oltre i confini nazionali,

innalzeranno i loro canti fieri per un oggi che guarda al domani!

Pochi giorni dopo l'omicidio di Cesare Bonfiglio, il 21 agosto del '44, i partigiani della famigerata Banda Lazzarini, in attesa di regalare la nazione agli Americani, tendono un'imboscata a Carlo Bollini, comandante della Brigata Nera locale.

Carlo, disarmato e solo, sta rientrando a casa dalla sua famiglia, i banditi non gli danno scampo: lo massacrano senza pietà, senza processo, senza prove di colpe particolari, se non quella di aver donato la propria esistenza all'onore della Patria.

 

ONORE A CARLO BOLLINI,

INFAMI ASSASSINI!

Sono ancora le parole di Filippo Tommaso Marinetti,

che ci suggeriscono la soluzione per la salvezza d'Europa.

 

"GUERRA SOLA IGIENE DEL MONDO!"

I Militanti di Do.Ra.

rinnovano l'estremo saluto al Tenente Colonnello Giunio Sella, Novarese immolatosi nella sacra guerra contro l'invasione a stelle e strisce.

NEL SECONDO ANNIVERSARIO DELLA TUA SCOMPARSA

 

 

Oggi ci troviamo in un deserto, siamo ai bordi di un deserto che va attraversato.
Non ha senso negare il deserto, credersi in terra grata, fantasticare di poterlo aggirare o sperare che il tempo lo muti in eden. È un deserto.
Sappiamo però che il deserto, del quale non vediamo oggi i confini, prima o poi finirà.
E se non finisse, avremo almeno dato un senso alla vita.
Sappiamo che, non ora, ci saranno tempo e modo per ricostruire una città, rifondare una civiltà. Non ora. Nel deserto non si costruisce.
Mancano le condizioni elementari, mancano i materiali, l’acqua,

i rifornimenti, il vento ti sferza la faccia, la sabbia ti acceca, i miraggi t’ingannano, imperversano predoni, operano assassini, i tuoi compagni, e tu stesso, sono soggetti ad umani cedimenti.
Nel deserto si può solo andare avanti, senza sperare di costruire.
Si può solo cercare un riparo quale che sia, perché cala la notte e nell’incerto mattino riprende la marcia. Sempre vigili, in guardia.
Ringraziando gli Dei per quelle poche oasi, per quella poca acqua.

E magari anche il Sistema, che nella sua infinita bontà non ti ha ancora tolto l’aria per respirare.
Nello zaino c’è quanto hai potuto salvare.

C’è quello in cui credi.

La tua vita. Che va portata al di là del deserto.
Altri uomini, generazioni, individui sconosciuti, gente che mai vedrai, magari neppure i tuoi figli, verranno.

La storia lo insegna. Anime simili alla tua, segmenti su una stessa retta, fedeli agli stessi Dei.

Ne nasceranno ancora. Ne sono sempre nati.
Ciò che è certo, è che l’Estremo Conflitto fu disfatta totale.
Totale per la generazione che lo ha combattuto, per i milioni di morti,

i milioni di sopravvissuti e avviliti, per la nostra generazione, per quella dopo di noi.
Catastrofi seguiranno fra qualche decennio, anarchia e rovine per altri decenni, crollo di ogni istituto civile. 

Ma qualcuno ci sarà. A raccogliere, ad aprire lo zaino.


                          Gianantonio Valli - Cuveglio, 16 novembre 2012

IMMIGRAZIONE SPECULAZIONE CONTRO LA NAZIONE

IUS SANGUINIS!

 

 

"Tutto ciò che hai costruito e dagli altri criticato

Tutto il tempo e la passione che tu gli hai dedicato

Le tue scelte con Orgoglio, quanta forza dentro al cuore!

Quello stemma lì sul petto, il tuo onore in primo piano

Il saper di non tradire e la tua banda qui vicino!

 

Questa è la mia vita, questo è il nostro tempo!"

 

 

Enrico

Orgoglio di MAB, Fierezza di Do.Ra.

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