BENVENUTO C.U.V. 19 "Venuti dalla strada"

 

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Di ignoto c'è la paternità, non certo dello striscione in quanto è firmato e pubblicato sui nostri "profili", di qualcun altro ma, oggi, non mi va di fare ironia.

Ci avete pubblicamente invitati presso la vostra sede per confrontarci. Di giorno.

Vada ma di sabato. Noi, in settimana, lavoriamo: facciamo turni in fabbrica,  terminiamo alle 19.30 in negozio, iniziamo alle 5.30 sui pulmini diretti ai cantieri, siamo in trasferta settimanale...noi siamo quello che voi non siete stati mai e che tanto odiate:
LAVORATORI, per questo motivo si agisce di sera, non certo per paura.
Dovete sapere che, a noi, non è consentito di attaccare una "nazione", raccogliere centinaia di migliaia di euro e passarla liscia.
I vostri finanziatori, dopotutto, sono i nostri più grandi nemici.

Dopo, però, non piagnucolate e non minacciateci coi vostri democratici "fogli di via" , arma vigliacca di una 'bianca' borghesia vile fin nelle ossa.

Decidiamo il giorno, dunque. 

Nemmeno in questa occasione avete avuto parole dolci verso le vittime , è chiaro a tutti, che ciò che conta per voi è esclusivamente la vostra sporca consorteria.

Manipolo d'Avanguardia Bergamo

IL PRESIDENTE
Enrico Labanca

Non possiamo che alzare i nostri scudi in difesa dei fratelli di MAB, condividendo ogni loro battaglia, come quest'ultima , la prima, quelle future.

Con MAB sulla barricata,

fino alla fine!

- COMPRA UN CD PER AIUTARE I CAMERATI DI IVREA -

 

contatta: associazionedo.ra@libero.it

Nessuna cima è più alta della Volontà! 
"La nostra Bandiera, resiste al sole

e soprattutto alla bufera"

 

 

                                   

Saremo la vostra spina nel fianco.

A Varese nessuno spazio per voi:

 

MUSSOLINI E IL FASCISMO NON SI TOCCANO!!

- Vicini ad Andrea e Rebel Firm, per il vile attacco da parte dello stato -

 

Credo nell'Idea Assoluta che fu intangibile integra completa.

 

Credo nella Patria solcata dall'aratro costruita nella Giustizia e difesa dalla Spada.

 

Credo nella volontà, forza motrice dello Spirito.

 

Credo alla scuola del Sacrificio dove l'unica lezione è l'Esempio.

 

Credo nella Terra, bagnata dal sangue degli Eroi e dal sudore della fronte.

 

Credo nella cooperazione tra classi sociali.

 

Credo nell'importanza del soldato quanto in quella dell' artista, del lavoratore, dell'atleta, dell'impiegato. 

 

Credo nei miei Leaders, perché so che loro crederanno in me.

 

Credo nella Gerarchia e nel rifiuto del gerarchismo.

 

Credo alla difesa dei miei Fratelli certo che loro difenderanno me.

 

Credo alla disciplina, all'Ordine Sociale e alla rettitudine morale.

 

Credo nella pace ma sono pronto alla guerra.

 

Credo nel Lavoro, unico Istituto sociale che può dare o togliere dignità all'Uomo.

 

Credo ai nostri caduti e di dover spendere la mia vita per loro, onorando il sacrificio che hanno compiuto sull'Altare della Patria.

 

 

Credo nella responsabilità e nella consapevolezza.

 

Credo nel coraggio.

 

Credo nella correttezza e nella libertà.

 

Credo nel gruppo.

 

Credo in me stesso.

 

Credo alla lealtà.

 

Credo prima nell'Amore e poi nell'Odio.

 

Credo nel Rispetto, prima dato poi preteso.

 

Credo nel riscatto perché ognuno può cadere ma deve avere il diritto, il dovere e la forza di rialzarsi.

 

Credo alla COMUNITÀ MILITANTE DEI DODICI RAGGI

I Militanti di Do.Ra. a Varese vestono i Colori degli Unici Fratelli di MAB a celebrazione di un inno alla fratellanza, che forse è solo un sogno ma per noi è una bandiera per la quale vivere

e per la quale morire!

Se l'ingiustizia, se la vendetta,

per la tua fede t'avran colpito,

la tua parola tu l'hai già detta.

 

"NON HO TRADITO"

 

Grazie Cri!

                - Nel tuo nome, nella tua parola! -

- A Caio -

COME CONTATTARE LA COMUNITA' MILITANTE DEI DODICI RAGGI

 

Per qualsiasi informazione è possibile contattare la Comunità scrivendo una mail all'indirizzo associazionedo.ra@libero.it oppure scrivendo al numero 334 7264341 (SOLO WHATSAPP)

 

25 APRILE 2019

Il Nostro 25 Aprile con i fratelli di MAB, la Nostra Varese: Quella in camicia nera, ultimo simbolo di Civiltà occidentale.
Così abbiamo commemorato i Martiri d'Europa, a loro e solo a loro è rivolto il nostro sguardo.

Alcune foto della serata di ieri sera!

                         Una nuova collaborazione

“La Germania in camicia bruna” del giornalista e scrittore Arnaldo Frateili,

pubblicata per la prima volta nel febbraio del 1937,    è un'inchiesta attenta e

serena sulla vita nella Germania nazionalsocialista.

Nel    1936 l’Autore intraprende un viaggio nella nuova Germania per capire

cosa stesse realmente accadendo, per comprendere appieno e in profondità le

trasformazioni che il    nazionalsocialismo stava apportando alla vita di un

intero popolo, comparandola sapientemente con l’Italia fascista. Per afferrare

la Germania di Hitler bisognava visitarla, esplorarla in profondità nelle sue

città e nei suoi borghi, penetrarla nella sua intimità politica, culturale e

sociale.

Il libro nella sua veste brillantemente giornalistica, rendendo così la lettura

particolarmente piacevole, si snoda per ventuno capitoli che passano in

rassegna quelli che Frateili ritiene i temi maggiormente qualificanti per

avere una visione d’insieme della nuova Germania: dall'educazione militare

della gioventù alla costruzione delle autostrade, dall'organizzazione delle

classi lavoratrici alla formazione delle nuove correnti artistiche e letterarie,

dalla produzione delle grandi industrie alla lotta politica, precisando molti

fatti e correggendo molte falsità.

Simpatica iniziativa nella nostra città:

ANDIAMOCI! 

Siamo orgogliosi di presentare il nostro nuovo libro:

"CONOSCERE IL MONDIALISMO" di Giuseppe Mosca.

per acquistarne una copia scrivere a:

associazionedo.ra@libero.it

 

€ 10,00 + spese di spedizione

31 MARZO 2019

 

L'Anpi ci attacca pubblicamente in un comizio per le celebrazioni del 23 Marzo, accusandoci di "non sapere nulla".
Di seguito la risposta del nostro Presidente pubblicata sulla Prealpina del 31.03.2019

Gentile Direttore,
Ho ascoltato l'intervento della Presidente Provinciale Anpi Ester De Tomasi di martedì pomeriggio, parzialmente rivolto alla mia Organizzazione, durante una manifestazione in piazza Monte Grappa.
Seppur nella sua brevità, il discorso risulta pieno di grossolane inesattezze storiche, omissioni più o meno volute e squallidi luoghi comuni sui partigiani festanti, condite dal sempreverde monopolio sulla sofferenza.
La signora dell'Anpi, per dar lustro alla più decadente delle associazioni italiane, quella che rappresenta, utilizza la polvere da sparo bagnata di una retorica che ormai non interessa più a nessuno. Non sono certo io a proferir sentenza, ma la piazza che non mente mai, e che nell'occasione del suo comizio ha raccolto la solita manciata di pensionati e un numero di giovani talmente esiguo da poter tranquillamente essere ignorato. Per vantare il diritto di un pubblico under 20, l'Anpi, deve "imprigionare" i giovani nelle aule delle scuole, quando pur di scampare ad un'interrogazione uno studente è disposto a tutto: persino ad ascoltare un "partigiano" nato negli anni cinquanta.
È retorica quando qualcuno fa delle domande agli assenti, per poi rispondersi da solo con la solita (in)offensiva contro morti e sconfitti.
"Cosa sappiamo noi della fame?"- ci chiede. "Dobbiamo ricordarci del servizio annonario"- dice. Bene. Comincio da qui la mia disamina sul suo artificioso comizio; mi permetto di saltare la parte sulla "fame", perché quello che ha fatto il Fascismo per l'economia, il lavoro e la disoccupazione del Paese, è noto al mondo e non ha eguali nella Storia, sono verità, per fortuna, che le menzogne non hanno cancellato e non ha certo l'argomento, bisogno della mia avvocatura.
Del servizio annonario, so per esempio, degli omicidi di chi ne gestiva le tessere in Valcuvia e dintorni, uomini soli e disarmati come Carlo Bollini a Brezzo di Bedero, o Cesare Bonfiglio a Brissago, ammazzati da bande di imboscati traditori e rapinatori, omicidi fatti passare (per coprirne gli abbietti moventi), come legittimi atti di guerriglia partigiana.
So della guerra voluta dai nostri nemici, che abbiamo combattuto con Ardore e grande Valore, nonostante le soverchianti forze numeriche opposte e il tradimento di quanti si scelsero male il futuro padrone.
So dei soldati caduti, onorati dalle famiglie per aver sacrificato l'esistenza sull'altare della Patria e celebrati da eroi come l'Azzatese Benito Cugini, le cui parole alla mamma in punto di morte, trafiggono il tempo e la meschinità di chi come gli amici della signora dell'Anpi, sputa sulla sua tomba.
So dei nostri parenti internati nei campi di concentramento Varesini, come Emilio Cattaneo e di quelli giustiziati a sangue freddo come Francesco Puricelli tra Casale Litta e Crosio della Valle.
Conosco i numeri di morti e dispersi sul Fronte Orientale, invito la signora dell'Anpi a ripassare la lezione sul sussidiario delle elementari, nemmeno lì troverà traccia dei "milioni di morti italiani in Russia".
So della faccia tosta di chi sa mentire anche ai propri sodali interlocutori.
So che ad "entrare festosa in Varese" fu la Brigata -Walter Marcobi-, GIÀ 121esima Garibaldi, non POI (ribattezzata tale solo in seguito alla morte del comandante Remo), avvenimento che non trovò peraltro resistenza alcuna, se non quella isolata della Compagnia di Renato Zambon della "Gervasini" alla scuola Felicita Morandi, ma nonostante questo per "festeggiare", i partigiani inondarono col Sangue di 240 loro concittadini le strade di tutta la provincia.
So che se la gustarono a lungo questa vittoria anglo-americana, fino a Gennaio, ammazzando anche donne e bambini come Maria Serati e Giuseppina Giacobbe o prelevando di tanto in tanto qualcuno dalle carceri per fargli esplodere la testa e buttarlo in un fosso o in riva al lago, come nella strage della Schiranna o in quelle commesse da Armando Mastromauro. "Festosi", certo, si intende.
Sempre festosi anche nell'uccidere chi poco prima gli era stato amico, tipo Giacinto Lazzarini col suo compagno Antonino Rosato nei festeggiamenti di Luino. Meglio far baldoria senza troppi testimoni di scomode verità. "Esultando festosamente" come dice la signora dell'Anpi, in "tripudio" certo, ma di violenze e vendette contro gente inerme e arresasi.
Una carneficina in piena regola per ribadire quotidianamente il copyright sulla Costituzione, della quale, alla luce di quanto detto, non saprei cosa farmene.
Sono stato prolisso e ripetitivo come al solito, quindi mi congedo ringraziando per lo spazio concessomi, nel concludere assicuro però alla signora dell'Anpi che Torino e Milano furono liberate quando a casa nostra era già tutto finito e non prima come asserisce lei.
Che chieda pure alle "mie" fonti la signora dell'Anpi, se vuole un riscontro prima di fare altre figurette, da De Bortoli a Macchione, da Giannantoni a Macchi a Tognola.

Qualcosa però a questo punto non torna: ma non erano i Fascisti quelli ignoranti?

 

Alessandro Limido
Presidente

Comunità Militante dei Dodici Raggi

1919 - 2019

La Comunità riunita per salutare e abbracciare Cristian e Carolina.
Con riconoscenza...

20 FEBBRAIO 2019

 

 

In queste ore più che mai vicini ai Fratelli Romani di Casa d’Italia e S.P.Q.R. Skins. Nessun passo indietro: Tutto, tranne che arrenderci!

COMUNICATO DEL 6 FEBBRAIO 2019

 

Ci risiamo.
Paolo "se questo è un giornalista" Berizzi è riuscito ad ottenere qualcosa che vuole fortemente.
Dopo il vendere (poco) il suo orribile non-libro, poterlo presentare davanti a misere platee in lungo e in largo per lo stivale come fosse un bestseller e godere di ampio spazio sulla sua testata giornalistica, ora ottiene l'upgrade della misura di "tutela dinamica" di cui beneficiava e, grazie al comitato per l’ordine e la sicurezza, raggiunge il grado di "Permanentemente scortato" con annessa gloria di poterlo esibire sui social network.
Il fatto è sì ridicolo perché, a cominciare dall'ordine dei giornalisti, tutti sanno che il rischio che corre costui di subire violenze è pari alle possibilità che ha Alvaro Vitali di rimorchiare Jennifer Lawrence, ma allo stesso tempo è anche grave nei confronti di chi crede come noi, nella Giustizia e nella Verità.
Innanzitutto vanno fatte doverose distinzioni riguardo ai rapporti intercorsi tra la mia organizzazione e me da un lato e la sua figura "professionale" dall'altro.
La maggioranza delle persone che lo leggono e lo supportano non hanno evidentemente la benché minima cognizione di causa sulle differenze che ci sono legalmente tra ingiuria, minaccia, diffamazione e libera espressione di pensiero. Sia chiaro che a noi di queste formalità legali e delle leggi che le regolamentano importa poco, importa un pochino di più se però vogliono essere usate a casaccio contro di noi.
Nei suoi scritti il personaggio Berizzi accomuna le presunte minacce ricevute da ignoti, condite di svastiche al contrario e calligrafia da terza elementare, alle nostre libere manifestazioni di pensiero nei suoi confronti, sempre e comunque rivendicate e motivate dalle sue meno di mediocri "inchieste".
Se si fa eccezione per lo striscione PAOLO BERIZZI CAMERATA, che rientra con ogni evidenza nella sfera della satira e del suo diritto ad essere esercitata, gli altri due (2) striscioni che gli abbiamo dedicato, potrebbero semmai essere inclusi, se proprio si volesse esagerare, nella diffamazione a causa dell'assenza del soggetto ai quali essi sono indirizzati. Qui però si arriva alla questione che mi preme discutere, dopodiché chiuderò questo siparietto in maniera definitiva cercando di sorvolare su future eventuali provocazioni, ignorandole.
La diffamazione, per considerarsi tale, deve essere lesiva dell'Onore di una persona e, dato che Paolo Berizzi non possiede tale requisito, a mio modo di vedere, non sussiste alcun reato. Tale affermazione potrebbe anche non essere vera, certo, ma trattandosi della mia opinione a riguardo e dato che in questa inutile disputa sono quello che è stato chiamato in causa, esercito la mia volontà di esprimerla.
Paolo Berizzi, inventando una serie di stupidaggini senza fondamento e di notizie senza alcun valore si è costruito il personaggio del giornalista d'inchiesta per scimmiottare in malo modo chi di questa professione ha fatto una missione, una causa e magari ci è morto pure e, cosa più grave, ha spinto nuovamente la pigra magistratura, che ormai si muove solo su mandato della stampa e della politica, ad indagare su una associazione, la nostra, che ha svolto ogni sua attività dandone pubblico resoconto. Il nostro sito ne è l'evidenza, solo della promozione sociale non facciamo pubblicità, il resto è tutto lì, a portata di click.
Le mie opinioni sul personaggio Berizzi sono maturate col tempo, leggendo gli articoli scritti su di me, sulla mia famiglia e sul mio Gruppo, non certo per aver destato in altre maniere il mio interesse, prima di reinventarsi inquisitore d’area infatti, di denunciare il pericolo fascista non gliene fregava un cazzo. Alcuni stralci dei sui lavori, vengono citati dalla magistratura persino nell'atto di accusa contro Do.Ra. ...
Ricordo il divertente passaggio che recitava "Nella sede di Caidate dove vivono 300 naziskin organizzati militarmente", oppure ricordo quel pezzo di pura fantasia dove, allegando nome e cognome, collocava per sentito dire e scambiandola con una giornalista, una nostra militante sul luogo di un "Raid Squadrista per punire un partigiano di 96 anni", estratto di un articolo che comparve sul sito di Repubblica nel giro di 5 ore dai presunti fatti, smentiti poi in pochi minuti, da riprese video e fotografie. E ancora un articolone su un episodio analogo, quando piazzava al mio fianco un militante di MAB che non c'era, durante la famosa manifestazione di Milano in ricordo di Sergio Ramelli. Quindi, sapendo che i giornalisti dovrebbero per deontologia professionale, fare TUTTO il possibile per accertare la verità prima di metterla per iscritto, mi chiedo quale possa essere l'Onore di chi invece riporta sui giornali il fazioso e il fantascientifico con l’unico desiderio di una misera mercede di 3000 like su Facebook? (Meno di quelli di una pasticceria di Gallarate e almeno la metà ottenuti da camerati che lo seguono per divertimento). Come si può creare danno a qualcosa che non esiste? Come si può ledere l'onore a chi non ce l’ha?
Delle minacce poi non voglio neanche parlarne perché la cosa fa già abbastanza ridere senza che io ci ironizzi sopra.
Aggiungo, per concludere e per coerenza solo un dettaglio visto che il personaggio in oggetto si è censurato da solo dopo averne parlato nella sua pagina Facebook: al funerale di Dede, quando era lì per sciacallare sul dolore di una famiglia e sulla tomba del nostro amico morto nei fatti di San Siro, mi sono avvicinato e gli ho detto di essere senza vergogna. Probabilmente data l'auto censura che si è applicato on-line, mi sbagliavo, commettevo un errore nella mia esternazione e lo devo ammettere: anche Paolo Berizzi si vergogna di se stesso! E su questo concordo con lui.

 

Alessandro Limido

Presidente
Comunità Militante dei Dodici Raggi

 

Michi, "The Machine Gun", Orgoglio di Do.Ra.

Ci hanno donato la loro Vita,

farcene carico è l'onore della nostra!

OGGI COME ALLORA IL SAN MARTINO È NOSTRO

 

Dedicato a chi ospite nel nostro paese, tortura e massacra,

deruba e uccide famiglie Italiane!

 

 

"Non dimenticate quando celebrate una festa
Che qualcuno grande e solo si eregge in lontanazanza
Non dimenticate dei momenti di gioia
Che quel cuore lontano serba ancora una speranza!"

 

SEMPRE CON TE!

23.07.2018

 

Nella grande oscurità, quando le città piegate non hanno più la forza di credere né la volonta di insorgere e l'Idea non è che amore di condannati e fede di esuli:

pochi grandi uomini si levano incontro all'avvenire!
 
A Gianantonio, con riconoscenza.
 
Comunità Militante dei Dodici Raggi

Non entreremo nel merito di adozioni gay, "famiglie" arcobaleno e unioni civili, le nostre battaglie sono altrove.

Sospenderemo, per una volta, la critica alle flebili leggi dell'uomo e lasceremo che a parlare sia Madre Natura:

Essa vi condanna all'ESTINZIONE.

Noi siamo Giustizia, noi siamo Verità

Per INFO e costi: associazionedo.ra@libero.it

Do.Ra. con i tre Grandi del Fascismo nostrano,

mentori e membri d'onore della nostra Comunità.

RESISTI!

Saremo integri solo se saremo noi stessi.
In attesa che Gjallarhorn ci convochi rimarremo puri, facendo TUTTO quanto è nelle nostre possibilità per farci trovare pronti.
Nessun compromesso con i nemici della Patria.

 

Chiudere un covo di idee è impossibile

Ai nemici in fronte il sasso,

agli Amici tutto il Cuore!

I nostri vecchi popoli guerrieri, oltre i confini nazionali,

innalzeranno i loro canti fieri per un oggi che guarda al domani!

Pochi giorni dopo l'omicidio di Cesare Bonfiglio, il 21 agosto del '44, i partigiani della famigerata Banda Lazzarini, in attesa di regalare la nazione agli Americani, tendono un'imboscata a Carlo Bollini, comandante della Brigata Nera locale.

Carlo, disarmato e solo, sta rientrando a casa dalla sua famiglia, i banditi non gli danno scampo: lo massacrano senza pietà, senza processo, senza prove di colpe particolari, se non quella di aver donato la propria esistenza all'onore della Patria.

 

ONORE A CARLO BOLLINI,

INFAMI ASSASSINI!

Sono ancora le parole di Filippo Tommaso Marinetti,

che ci suggeriscono la soluzione per la salvezza d'Europa.

 

"GUERRA SOLA IGIENE DEL MONDO!"

I Militanti di Do.Ra.

rinnovano l'estremo saluto al Tenente Colonnello Giunio Sella, Novarese immolatosi nella sacra guerra contro l'invasione a stelle e strisce.

NEL SECONDO ANNIVERSARIO DELLA TUA SCOMPARSA

 

 

Oggi ci troviamo in un deserto, siamo ai bordi di un deserto che va attraversato.
Non ha senso negare il deserto, credersi in terra grata, fantasticare di poterlo aggirare o sperare che il tempo lo muti in eden. È un deserto.
Sappiamo però che il deserto, del quale non vediamo oggi i confini, prima o poi finirà.
E se non finisse, avremo almeno dato un senso alla vita.
Sappiamo che, non ora, ci saranno tempo e modo per ricostruire una città, rifondare una civiltà. Non ora. Nel deserto non si costruisce.
Mancano le condizioni elementari, mancano i materiali, l’acqua,

i rifornimenti, il vento ti sferza la faccia, la sabbia ti acceca, i miraggi t’ingannano, imperversano predoni, operano assassini, i tuoi compagni, e tu stesso, sono soggetti ad umani cedimenti.
Nel deserto si può solo andare avanti, senza sperare di costruire.
Si può solo cercare un riparo quale che sia, perché cala la notte e nell’incerto mattino riprende la marcia. Sempre vigili, in guardia.
Ringraziando gli Dei per quelle poche oasi, per quella poca acqua.

E magari anche il Sistema, che nella sua infinita bontà non ti ha ancora tolto l’aria per respirare.
Nello zaino c’è quanto hai potuto salvare.

C’è quello in cui credi.

La tua vita. Che va portata al di là del deserto.
Altri uomini, generazioni, individui sconosciuti, gente che mai vedrai, magari neppure i tuoi figli, verranno.

La storia lo insegna. Anime simili alla tua, segmenti su una stessa retta, fedeli agli stessi Dei.

Ne nasceranno ancora. Ne sono sempre nati.
Ciò che è certo, è che l’Estremo Conflitto fu disfatta totale.
Totale per la generazione che lo ha combattuto, per i milioni di morti,

i milioni di sopravvissuti e avviliti, per la nostra generazione, per quella dopo di noi.
Catastrofi seguiranno fra qualche decennio, anarchia e rovine per altri decenni, crollo di ogni istituto civile. 

Ma qualcuno ci sarà. A raccogliere, ad aprire lo zaino.


                          Gianantonio Valli - Cuveglio, 16 novembre 2012

IMMIGRAZIONE SPECULAZIONE CONTRO LA NAZIONE

IUS SANGUINIS!

 

 

"Tutto ciò che hai costruito e dagli altri criticato

Tutto il tempo e la passione che tu gli hai dedicato

Le tue scelte con Orgoglio, quanta forza dentro al cuore!

Quello stemma lì sul petto, il tuo onore in primo piano

Il saper di non tradire e la tua banda qui vicino!

 

Questa è la mia vita, questo è il nostro tempo!"

 

 

Enrico

Orgoglio di MAB, Fierezza di Do.Ra.

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